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Livorno

Rosignano, risarcita dal ministero la vedova di un carabiniere parà

Di uranio impoverito si è discusso (molto) anche n mese fa a Rosignano, quando il tribunale di Firenze ha condannato il ministero della Difesa a pagare 882.322 euro alla figlia e alla vedova di...

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Di uranio impoverito si è discusso (molto) anche n mese fa a Rosignano, quando il tribunale di Firenze ha condannato il ministero della Difesa a pagare 882.322 euro alla figlia e alla vedova di Pasquale Cinelli, carabiniere paracadutista del Tuscania morto il 19 novembre 2000 a soli 41 anni per un tumore al colon che si era esteso a polmone, fegato, peritoneo e ossa.

Una sentenza arrivata dopo 15 anni da quando la moglie, Giovanna Soria, ha intrapreso la causa attraverso l'Osservatorio militare.

Maresciallo maggiore del primo Reggimento carabinieri paracadutisti Tuscania, il reparto scelto di stanza alla caserma Vannucci di Livorno, era rientrato in Italia da pochi mesi, dopo aver partecipato a diverse missioni militari all'estero (tra Somalia e

Bosnia).

Viveva con la moglie e la figlia, allora di nove anni, a Rosignano Solvay.

Secondo quanto riconosciuto dai giudici, è stato esposto a "numerosi fattori di rischio, quali l'inquinamento atmosferico, le contaminazioni tossiche provocate dall'impatto e dall'esplosione delle munizioni a uranio impoverito, nonché le esalazioni dei gas di scarico degli automezzi bellici e dei solventi chimici usati per la pulizia delle armi". Il tribunale di Firenze ha riconosciuto la responsabilità del ministero della Difesa.

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