Il Tirreno

Livorno

Nella lettera d’amore di Pino una storia lunga mezzo secolo

Pino Giusini e la moglie Lidia al centro. A sinistra: il direttore del Tirreno Omar Monestier e il responsabile regionale comunicazione di Poste Alessandro Galassi. A destra, il consigliere delegato Raffaele Serrao e il capocronista Alessandro Guarducci (Marzi Pentafoto)
◗
Pino Giusini e la moglie Lidia al centro. A sinistra: il direttore del Tirreno Omar Monestier e il responsabile regionale comunicazione di Poste Alessandro Galassi. A destra, il consigliere delegato Raffaele Serrao e il capocronista Alessandro Guarducci (Marzi Pentafoto)

È un lettore montenerese il vincitore dell’iniziativa nel segno di San Valentino. Ha 79 anni e rievoca «quel lontano 1962» in cui è stato folgorato dalla sua Lidia. E qui il link alla lettera

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Nel lontano 1962...». Così inizia la lettera d’amore di Pino per la sua Lidia inviata al Tirreno per l’iniziativa che il nostro giornale quest’anno ha messo in cantiere in tandem con Poste Italiane. Basta già questo incipit a metterci sulle tracce di una love story che non è davvero durata lo spazio d’un mattino bensì una vita intera: l’abbiamo scelta come vincitrice perché non andavamo in cerca di chissà quale prova letteraria magari sulla scia d’un qualche poeta romantico.

Volevamo una lettera che fosse una storia e una storia che, sotto il segno dell’autenticità e della spontaneità, risultasse in grado di far da simbolo di San Valentino: da sempre la festa degli innamorati, ma adesso a rischio di finire nella trappola dei consumi, della frenesia da regalo obbligatorio che ha già contaminato alquanto festività come il Natale e dintorni.

È stata la novità di quest’anno nell’inserto che il nostro giornale dedica ogni anno alla festa di San Valentino: una valanga di messaggi di 40 parole, talvolta ancor più brevi o addirittura bravissimi. Ma stavolta abbiamo voluto, insieme a Poste Italiane, dare ai lettori la possibilità di inviare qualcosa di più di un messaggio: una vera e propria lettera d’amore scritta a mano. Cercando di far riscoprire ai lettori un piacere pressoché sconosciuto nell’era degli smartphone e delle e-mail.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12975197:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12975197:1652178417/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

L’autore è Pino Giusini, montenerese, 79 anni: è sposato con Lidia, hanno due figli (Ilaria, 48 anni, e Emanuele, quarantacinquenne). Il prossimo anno sarà mezzo secolo che si sono promessi di stare insieme nella buona e nella cattiva sorte.

Figurarsi che Pino giorni fa era in ospedale: appena è uscito si è fatto accompagnare al giornale dalla moglie per consegnare al giornale la lettera di San Valentino scritta a mano. Del resto, non è la prima volta che invia messaggi alla consorte tramite il nostro giornale per San Valentino. «In effetti, – come racconta lui – sono lettore del vostro giornale da sempre: vedo molta televisione ma il Tirreno è tutta un'altra cosa».

Quest’anno il suo amore per lei l’ha affidato a una paginetta su carta a quadretti per ricordare «quando ti ho conosciuta»: quegli attimi di sbalordimento di tanti anni fa in cui Pino, come confessa oggi, è rimasto «talmente folgorato dalla tua bellezza che ho subito iniziato a farti una corte spietata anche se ci speravo poco». E poi: «Oggi, dopo quasi 49 anni di matrimonio, sembra impossibile crederci ma ti amo più di prima». Parole semplici, autentiche, sincere: senza esercizi di stile ma dritte al cuore.

Pino e sua moglie sono stati ospiti del nostro giornale nel pomeriggio di mercoledì 17: li hanno accolti il direttore Omar Monestier, il consigliere delegato Raffaele Serrao e il capocronista Alessandro Guarducci insieme ai loro collaboratori. All’autore della lettera giudicata la più significativa Alessandro Galassi, responsabile comunicazione di Poste Italiane nella nostra regione, ha consegnato un elegante cofanetto contenente carta da scrittura, una penna stilografica, un folder con annullo e francobollo di San Valentino.  Ma per Pino non c’è “premio” più bello della donna che gli sta accanto da una vita e ha scelto di dividere con lui l’esistenza. Non a caso, la sua lettera si conclude con un “Grazie, ti amo”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore