Gioco
I ro-ro vanno verso il contratto di rete ma il Prc dà l’altolà
Oggi nuovo incontro tra sindacati, Authority e Confindustria Rifondazione: «Palazzo Rosciano sta favorendo Grimaldi»
LIVORNO. L’altro ieri a palazzo Rosciano si sono incontrati Gallanti, Provinciali, il direttore di Confindustria Paoletti e i rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, con i delegati sindacali delle imprese articolo 18 e 16 del settore ro-ro.
I sindacati hanno chiesto all'Autorità Portuale chiarezza riguardo i confini degli appalti tra articoli 18 e 16 del settore e più attenzione al controllo della sicurezza. Oggi è previsto un nuovo incontro.
Per quanto attiene alla prospettata costituzione di una "rete di imprese" per i ro-ro, Confindustria ha confermato che si stanno conducendo le verifiche di fattibilità del contratto di rete e ha preso atto della richiesta dei sindacati sulla necessità che non si verifichino anomalie nella gestione dei lavoratori. I sindacati, apprezzando l'ipotesi del "contratto di rete" come elemento per aumentare le possibilità del porto di intercettare nuovi traffici, hanno chiesto che l'obiettivo di fondo resti la zonizzazione prevista dal Prp con la creazione del polo unico e che il saldo occupazionale sia positivo.
Dopo l’incontro invece preoccupazione è stata espressa dal circolo porto di Rifondazione. «In questo settore siamo passati in meno di un decennio da un solo terminalista, Ltm (che nel 2008 ha movimentato 445mila mezzi) ad una frammentazione che ha creato una concorrenza esasperata, riducendo le tariffe portuali, fatto crescere i metraggi e il monte straordinari dei lavoratori delle imprese che esercitano tali attività - accusa Rifondazione -. Il risultato è stato sottrarre la ricchezza creata dal porto a tutto vantaggio in primis degli armatori».
Questa è la premessa di Rifondazione per contestare un contratto di rete che «non comprendiamo».
«Pur essendo d'accordo con un processo di unificazione, non vorremmo che dietro a tale strutturazione si nascondesse un tentativo di interposizione di manodopera, che minerebbe il percorso intrapreso dall'Autorità Portuale con il suo ingresso nell'Agenzia ex articolo 17 volto alla costituzione di un pool unico di manodopera, che ha portato alla stabilizzazione di tale soggetto, anche se a nostro avviso rimangono delle criticità strutturali, almeno che tale progetto si ritenga superato o concluso», è la riflessione del Prc.
«Un'altra situazione incomprensibile è stato tutto il tourbillon creato attorno a gli accosti 14e/f/g - continua Rifondazione -. Non si comprende perché si sia scartata l'ipotesi di riconsegnare alla Tdt l'utilizzo di quelle aree e banchine a fronte dell'assunzione dei lavoratori Seatrag, nè l'affidamento a Sintermar (occupazione temporanea a gogo) che avendo già una concessione per attività ro-ro, per legge non potrebbe avere un'altra concessione per la stessa tipologia. Inoltre Seatrag - sottolinea ancora Rifondazione - è diventato il terzo articolo 16 del porto, aumentando la potenziale concorrenza nella manodopera. Fra l'altro in questo traffico si movimenta meno dell'anno del record (2008), pur essendo raddoppiata l'offerta di aree e banchine. L'Authority dovrebbe svolgere la funzione di garante della concorrenza in porto, ma al contrario, sta palesemente cercando di soddisfare le pretese egemoniche (in mare e a banchina) dell'armatore Grimaldi».
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