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Ciclista ucciso a San Marco il giudice dà l’ok all’abbreviato

LIVORNO. Ha chiesto e ottenuto di essere giudicata con il rito abbreviato la donna di 57 anni (non facciamo il nome perché pubblichiamo notizie sensibili sulla sua salute ndr) che la mattina del 22...

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LIVORNO. Ha chiesto e ottenuto di essere giudicata con il rito abbreviato la donna di 57 anni (non facciamo il nome perché pubblichiamo notizie sensibili sulla sua salute ndr) che la mattina del 22 settembre 2013 travolse e uccise Carlo Bondi, 63 anni, ex operaio della Trw in pensione che intorno alle 9,30 percorreva in sella alla sua bicicletta piazza San Marco.

La donna - accusato di omicidio colposo, avrebbe inoltre falsificato un’auto dichiarazione, un anno e mezzo prima di quella maledetta domenica, attestando falsamente di non essere soggetta a patologie neurologiche, come ad esempio, quelle di natura epilettica. Al contrario, la donna - sempre secondo la procura - sarebbe stata invece al corrente di essere vittima di quella patologia, i cui sintomi si sarebbero presentati con una frequenza mensile e che avrebbero innescato l’incidente.

La scelta del rito alternativo è stata una mossa difensiva già annunciata dall’avvocato dell’imputata, Francesco Agostinelli, ma che adesso cambia le carte in tavola per quanto riguarda i parenti della vittima e l’eventuale risarcimento del danno, poiché il responsabile civile, in questo caso l’assicurazione, con la scelta del rito alternativo esce dal processo.

Ecco perché al termine dell’udienza anche le parti civili sono state estromesse dal procedimento e ora citeranno l’indagata e l’assicurazione in sede civile.

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