Ucciso in casa da un malore, addio Stefano
Stefano Carpita, era un atleta e aveva 46 anni Già funzionario della Provincia, lavorava all’Asl
LIVORNO. La sua forza di volontà lo ha portato in giro per tutta la Toscana, sia come professionista affermato che come atleta. Uno spirito indomabile, gonfio di energia, che non ha mai conosciuti limiti, almeno fino a ieri mattina, quando un malore lo ha stroncato nel suo appartamento in via Mastacchi. Stefano Carpita se n'è andato così, all’improvviso, in silenzio, a soli 46 anni. Lo hanno ritrovato i vigili del fuoco riverso sul pavimento, quando ormai era troppo tardi: i volontari della Svs hanno tentato una disperata corsa verso il Pronti Soccorso nel tentativo di salvargli la vita, inutilmente. L’uomo infatti si è spento poco dopo. L’ipotesi più accreditata al momento è quella di un infarto, ma per fugare ogni dubbio il pubblico ministero Fiorenza Marrara ha disposto l’autopsia. «Era un uomo splendido» racconta una vicina di casa, dando il via ad una lunghissima lista di messaggi di addio, firmati da amici, colleghi e sportivi.
Era un funzionario pubblico, Carpita, tanto preparato da ricoprire ruoli di spicco nelle Province di Lucca prima e Livorno poi; ma anche un atleta, un martellista, una disciplina abbracciata ai tempi dell'adolescenza con l’Atletica Livorno e maturata con l’amata maglia biancoverde per poi gareggiare nella sua carriera anche per il Siena e per la Firenze Marathon, società con cui ancora si metteva in gioco nella categoria Master.
Stefano se n’è andato nella stessa palazzina dove morì il patriota Marco Mastacchi, al civico 39, in un appartamento al terzo piano. È stata la sua fidanzata a dare l’allarme alle forze dell’ordine, dopo che ieri mattina, a seguito di diverse telefonate andate a vuoto, non riusciva a mettersi contatto con lui. Così si è innescata la catena dei soccorsi, che ha coinvolto i vigili del fuoco, i volontari della Svs e infine i carabinieri. Sono stati i primi a sfondare la porta dell’appartamento, poco dopo le 10, trovando il corpo robusto degno di un atleta disteso sul pavimento: i sanitari hanno cercato di rianimarlo sul posto prima di lanciarsi in una corsa tanto disperata quanto inutile verso il pronto soccorso, dove è stato constatato il decesso. Intanto, i carabinieri hanno dato il via agli accertamenti sulla casa, trovata perfettamente in ordine senza segni di infrazione: dettaglio questo che ha spinto subito i militari a ipotizzare per il malore, così come hanno detto i volontari medici stessi dopo una primissima visita.
Intorno alle 11 hanno iniziato ad arrivare i parenti di Stefano e le amiche della fidanzata a farle da spalla. Un via vai di persone che entra nel buio atrio della palazzina e sparisce sulle scale, con gli occhi di chi non riesce a credere a cosa è appena accaduto.
In quegli stessi istanti, negli uffici dell’Asl 6 i colleghi si stavano chiedendo dove fosseCarpita. Dopo una vita trascorsa in vari enti pubblici toscani (Comune di Altopascio, Provincia di Lucca e dopo quella di Livorno), il 46enne era stato trasferito nel suo ruolo di funzionario all’azienda sanitaria, per effetto della cancellazione delle Province. Un risorsa più unica che rara, Stefano, per gli uffici pubblici, con una preparazione nel settore amministrativo e della contabilità da vero professionista, con tanto di pubblicazioni per conto degli enti sugli argomenti più variegati, dalla tassa di soggiorno ai sistemi di tesoreria unica.
Ma il suo mondo andava ben oltre la scrivania del suo ufficio. Ad uno spirito abituato a lottare, servono campi e piste aperte, come quelle dell’Atletica Livorno, dove Carpita ha continuato ad allenarsi fino all’ultimo. Le stessa in cui ha iniziato la sua carriera di atleta (insieme alla sorella), scegliendo una disciplina particolare e antica come il lancio del martello. E con il passare degli anni Stefano era divenuto un vero portento con quella peso sferico ricoperto di gomma: ben presto infatti venne chiamato a Siena per vestire i colori della locale squadra diaAtletica, per poi approdare sulle sponde dell’Arno con la Firenze Marathon, squadra in cui tuttora militava nella categoria che si addice ad un 46enne sempre in forma e pieno di energie. Sabato era stato visto correre, come d’abitudine, al Campo scuola.
«È incredibile» continua la vicina di casa davanti al portone di via Mastacchi da cui entrano ed escano i carabinieri, ancora incredula che in una mattina come tante altre il destino sia andato a bussare senza preavviso a casa di Stefano.
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