Gioco
Nel guado di Spil una proposta per le zolle d’oro alla Paduletta
Società sempre più in crisi nonostante il più 20% dell’Odeon, sul tavolo c’è l’ipotesi di portare i libri in tribunale Da mesi le banche fuori dal cda, ma l’offerta di un grande gruppo (forse General Electric) potrebbe salvare i conti
LIVORNO. Una proposta sarebbe finalmente arrivata sul tavolo di Spil. Mira, chiaramente, alle famose zolle d’oro in porto, vale a dire il terreno della Paduletta, l’unico patrimonio appetibile dal mercato che la società detiene in portafoglio. A mettere nero su bianco l’offerta sarebbe stato un grande gruppo internazionale, il cui nome è comprensibilmente tenuto top secret.
Indiscrezioni accreditate portano al colosso General Electric. Come noto la multinazionale statunitense - che a Firenze controlla Nuova Pignone - ha messo gli occhi sulle nostre banchine come scalo di riferimento per l'invio dei project cargo in tutto il mondo e Paduletta sarebbe l’area ideale per far decollare il piano.
Sarà il cavaliere bianco che salverà Spil da chi ne attende il tracollo per prendersi le zolle d’oro all’asta o in liquidazione o comunque a prezzo di sconto?
L’operazione - delicatissima, anche perché si tratta dell’unica carta in mano alla società livornese - è al vaglio della presidente Barbara Ferrone. Di fatto rappresenta l’ultimo treno a disposizione di un’azienda sull’orlo del baratro, per usare un concetto espresso chiaramente dall’ex presidente Guidotti e dal collegio sindacale nella relazione al bilancio 2014, che negli ultimi tre mesi ha perso per strada mezzo consiglio d’amministrazione, con le due banche-socie che da tempo ormai non sono più rappresentate in cda, e con il peso dell’indebitamento per l’Odeon sempre più insostenibile.
IL RISCHIO DI PORTARE I LIBRI IN TRIBUNALE. Dopo la bocciatura da parte del sindaco Nogarin del piano di riequilibrio economico-finanziario di Luciano Guidotti (sintetizzabile in una ristrutturazione del debito con una contemporanea vendita a Casalp degli alloggi di proprietà di Spil), l’alternativa non lascia grande spazio alla fantasia: vendere i gioielli di famiglia (cioè la Paduletta) o portare i libri in tribunale.
Quest’opzione è da tempo sul tavolo di Spil: la soluzione prospettata potrebbe essere quella di una procedura soft, un “piano attestato di risanamento” ex articolo 67 della legge fallimentare, meno impattante (anche perché non prevede controllo del giudice) rispetto ad una ristrutturazione del debito ex articolo 182 bis (comunque possibile) e chiaramente rispetto al concordato preventivo, finora comunque escluso, in primo luogo perché assolutamente non conveniente per i creditori, cioé le banche socie.
IL SINDACO CHIEDE TEMPO. Era il 2 novembre 2015 quando durante l’assemblea dei soci di Spil - in cui tra l’altro fu licenziato Guidotti - Filippo Nogarin chiedeva tempo al cda, «per cercare soluzioni che escludessero la necessità di ricorso al tribunale».
«Oltre alla modifica del piano di viabilità nell’area dell’Odeon e al sostegno all’acquisizione da parte di Casalp del patrimonio immobiliare che Spil attualmente utilizza per affitti sociali, l’amministrazione comunale ha allo studio ulteriori iniziative, che insieme alle due sopracitate, dovrebbero nel giro di poche settimane dare soluzione all’attuale crisi di liquidità della società», garantiva il sindaco al cda.
Citava, in quell’occasione Nogarin, il caso Quick Parking, la società napoletana specializzata nella gestione dei parcheggi e portata a Livorno dall’ex consulente di Aamps Andrea Marzovilla: l’opportunità di Quick Parking non era «stata adeguatamente valutata dalla società», era la riflessione-accusa del sindaco che chiedeva al consiglio di amministrazione «di concedere al Comune la possibilità di attivare altri percorsi che saranno portati a conoscenza degli interessati nel giro di pochi giorni».
L’ODEON FA +20% MA NON BASTA. Di giorni ne sono passati parecchi da quel 2 novembre 2015. Ma una cosa soltanto, tra quelle annunciate, è accaduta: la modifica alla viabilità e ai parcheggi intorno a piazza Cavour, con l’inversione del senso di marcia sui fossi che nel mese di gennaio pare abbia portato un incremento delle presenze all’Odeon del 20%. Un buon risultato, che in termini assoluti tuttavia conferma come gli effetti benefici delle modifiche al traffico non possano cancellare i problemi derivanti dai costi della dannosa operazione Odeon, le cui entrate restano insufficienti per sostenerne l’onere finanziario.
LE BANCHE FUORI DAL CDA. Per il resto la situazione finanziaria di Spil non è cambiata di una virgola. Anzi la società ha perso per strada tre pezzi del cda: Elena Regoli, che rappresentava Colle (la cui impercettibile quota è in vendita da tempo) è stata sostituita da Rosalia Barca, avvocato iscritta al meetup 5 Stelle. Ma soprattutto se ne sono andati i due rappresentanti delle banche, Alberto Varetti, che rappresentava il Banco Popolare (azionista al 14.9%), e Stefano Panicacci del Monte dei Paschi (15.4%), senza che mai questo terremoto interno all’organo amministrativo di Spil sia stato reso noto.
Varetti - ex vicepresidente - ha lasciato proprio il 2 novembre dopo l’annuncio del sindaco di revocare Guidotti, motivando le dimissioni «come atto di coerenza nei confronti di un percorso condotto da Guidotti in piena e totale condivisione col cda» e sulla cui validità il consigliere del Banco in quell’occasione ribadì il proprio convincimento. Panicacci invece ha abbandonato la barca il mese successivo. Entrambi non sono ancora stati sostituiti dai rispettivi istituti. Un segnale di scollatura tra la società e le banche, che, come dicevamo, di Spil non sono solo socie ma anche e soprattutto creditrici (insieme a Bnl)? Non è detto , ma sicuramente la dimostrazione di come la banche socie non abbiano condiviso la scelta di Nigarin di cacciare Guidotti e bocciare il suo piano.
Il licenziamento di Guidotti intanto ha permesso al sindaco di fare un’altra nomina spettante al Comune: nel cda è entrato l’avvocato Maurizio Paponi - diventato recentemente vicepresidente -, che il 13 novembre Nogarin ha scelto anche come liquidatore di Liri.
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