Il Tirreno

Livorno

Un colosso straniero della difesa mira a insediarsi a Livorno

di Giulio Corsi
Un colosso straniero della difesa mira a insediarsi a Livorno

Top secret il nome, ma gli indizi portano ai francesi di Thales. Nei prossimi giorni incontro con la Regione Rossi vede l’ad di Finmeccanica Moretti e ottiene rassicurazioni sulle prospettive industriali di Wass

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LIVORNO. Un soggetto internazionale operante nel settore della difesa sarebbe interessato ad aprire un sito produttivo a Livorno.

Il percorso è ancora lungo e il governatore Enrico Rossi si guarda bene da qualunque tipo di annuncio. Racconta però dell’esistenza di questo player, che già collabora con Wass.

«Lo incontreremo nei prossimi giorni per offrirgli il pacchetto di agevolazioni che la Regione ha predisposto per la reindustrializzazione del territorio livornese», spiega Rossi parlando con la stampa in Fortezza Vecchia, al termine della presentazione del bando per la Darsena Europa (ne parliamo nelle pagine seguenti).

Proprio la presenza della Wass insieme agli incentivi dell’accordo di programma messi in campo dalla Regione e dal governo potrebbero rappresentare la calamita per attrarre l’investimento sul territorio.

Niente di più dalle parole del presidente trapela sull’identità di questo soggetto, ma gli indizi non possono che portare al colosso francese Thales, specializzato nell’aerospazio e nella difesa con i suoi 68mila dipendenti sparsi nel mondo, la cui collaborazione con Finmeccanica potrebbe estendersi a breve oltre al perimetro del business dello spazio in cui le due società sono già in joint venture con i marchi Thales Alenia Space e Telespazio.

Le trattative in corso per l’ampliamento della collaborazione, come riportava lo scorso autunno MilanoFinanza, interessano anche altri segmenti di attività e potrebbero finire per coinvolgere altre società del gruppo industriale italiano, tra cui Selex (elettronica della difesa), Oto Melara (sistemi di difesa) e appunto Wass (sonar).

Va ricordato che il nome di Thales era già stato abbinato a Livorno nel 2011, ma in quell’occasione si trattava di un’ipotesi di acquisizione di Wass. Stavolta invece l’operazione - se davvero fossero i francesi i soggetti interessati a sbarcare a Livorno - sarebbe diversa. Perché si tratterebbe di un valore aggiunto, non di un subentro.

Anzi, sul futuro dell’insediamento di Wass - che in città conta circa 400 dipendenti - il presidente della Regione è stato netto: «Il nostro obiettivo è quello di dare certezze rispetto al mantenimento dei posti di lavoro altamente qualificati che progettano e ricercano in questo sito e al consolidamento della presenza di Wass a Livorno con un effetto positivo sull'indotto», ha detto il governatore.

Il momento in Finmeccanica è delicato: è in atto una riorganizzazione profonda ed è anche per questo che nei giorni scorsi Rossi ha incontrato l’amministratore delegato Mauro Moretti, a cui ha illustrato l’intenzione di un protocollo d'intesa tra Regione e Finmeccanica per dare certezze sulla presenza e il consolidamento della Wass nell'area labronica e delle altre aziende del gruppo in Toscana (Selex Es di Firenze e dell'Amiata).

«Ci stiamo lavorando e mi auguro sia possibile firmarlo proprio qui a Livorno - ha spiegato Rossi -. La Regione ha fatto la sua parte assegnando all'azienda, nella scorsa legislatura, finanziamenti per 2,2 milioni di euro».

Ora Firenze annuncia altri 6 milioni destinati alla Wass su progetti di innovazione presentati dall’azienda. «Prima però, ho detto a Moretti che è necessario stipulare l’accordo di programma tra Regione e Finmeccanica», racconta Rossi.

Moretti - ha aggiunto il governatore - ha dato assicurazioni sulle prospettive industriali del sito di Livorno.

Prima di arrivare in Fortezza, Rossi aveva fatto visita all’azienda in via di Levante, accompagnato dal capo divisione dei sistemi di difesa, Roberto Cortesi, e dal management aziendale, osservando come esistano prospettive positive di investimento e di crescita di Wass. E mostrando particolare interesse per i tre progetti civili di Wass, dal V-Fides per veicoli filoguidati capaci di operare fino a 600 metri di profondità, allo Spyder che riguarda la possibilità di scendere fino ai 3000 metri, al Protone (Progetto toscano navigazione ecocompatibile) che studia nuove soluzioni per la navigazione elettrica nelle acque interne e costiere.

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