Il Tirreno

Livorno

IL SEQUESTRO

Blitz della Finanza da Tiger

Alfredo Faetti
La Guardia di Finanza con la merce sequestrata
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La Guardia di Finanza con la merce sequestrata

Livorno: sequestrati 12mila prodotti nel negozio del low cost. "Cannucce e cucchiai non sono sicuri"

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LIVORNO. La voce ha iniziato subito a circolare in città, ben prima che la notizia fosse diffusa dai media. Perché tutti, più o meno, hanno spiato almeno una volta dentro la vetrina di Tiger per vedere quegli oggetti stravaganti destinati alla casa. Gente viene pure da fuori Livorno per fare acquisti nella sede di via Cairoli. In questo quadro, un maxi sequestro di dodicimila prodotti non poteva passare inosservato. Il blitz della Guardia di Finanza da Tiger si è consumato nei giorni scorsi, mirato al controllo sulla merce che non risponde ai necessari requisiti previsti dal Codice del Consumo, come la provenienza dei prodotti, cioè con che materiali e dove sono stati assemblati. Requisiti a cui non hanno risposto cannucce, cucchiai di plastica, articoli da cucina varia e cancelleria esposti nella sede labronica della catena commerciale in franchising. Da qui il blitz, seguito da una segnalazione alla Camera di Commercio per il responsabile locale della società e ad un verbale che può arrivare ad una multa fino a 25.000 euro, così come prevede la normativa in materia.

Dal canto suo, i vertici del marchio danese, attraverso i propri legali, provvederà ad impugnare questo verbale e questo sequestro, sicuro che alla fine la provenienza dei prodotti finiti sotto sigillo possa essere dimostrata. Basti dire che al momento, tutta la merce incriminata, è ben chiusa nei magazzini finché la storia non sarà più chiara. Nella sede di via Cairoli l’ordine dai vertici è quello di non rilasciare nessuna dichiarazione per il momento, in attesa che gli avvocati intraprendano la loro strada, ma sicuramente questa vicenda tornerà a far parlare di sé. Ad ora, quindi, c’è il verbale delle Fiamme Gialle, che racconta di un sequestro di oggettistica per la casa, cancelleria e suppellettili, ossia oggetti per la casa.

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Le irregolarità contestate dalla Finanza legate a questi prodotti riguardano la mancanza di identificazione del prodotto: il nome del produttore, ad esempio, ma anche il Paese d’importazione, se è membro della Comunità Europea oppure no. «Tali prodotti, per essere conformi agli standard legali, devono essere commercializzati riportando sulle confezioni o sulle etichette dei prodotti posti in vendita, chiaramente visibili e leggibili, le indicazioni relative alla denominazione del prodotto, al nome del produttore o di un importatore facente parte o meno dell’Unione Europea» spiegano le autorità. L’assenza del marchio “CE”, stando al Codice del Consumo, costituisce di per sé un indizio di rischio per l’acquirente: i prodotti infatti possono risultare assemblati con materiali scadenti, comunque non controllati, quindi potenzialmente nocivi per gli utilizzatori. «Il cittadino, spesso ingannato da prezzi particolarmente vantaggiosi dei prodotti, non considera i rischi dell’incolumità personale insiti nell’acquisto di beni privi dei requisiti di sicurezza e affidabilità» spiegano le Fiamme Gialle.

Ma alla Tiger sono certi di poter dimostrare che la propria merce è perfettamente in regola.
 

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