Gioco
Arrivano anche i 50 milioni del governo
Ora il maxi terminal va alla prova degli investitori Gli spagnoli di Ohl: «Pronti a presentare un’offerta»
LIVORNO. Lunedì 22 febbraio anche gli ultimi 50 milioni pubblici destinati alla Darsena Europa saranno resi disponibili. Lo ha annunciato il presidente della Regione Enrico Rossi, durante la presentazione del bando per il nuovo maxi-terminal contenitori, avvenuta ieri mattina in Fortezza Vecchia.
«Grazie anche al lavoro del sottosegretario Luca Lotti, il 22 il Cipe sbloccherà i 50 milioni di euro di fondi statali promessi per la Darsena Europa» ha garantito il governatore.
Sommati ai 200 milioni messi sul tavolo dalla Regione e agli altri 200 dell’Autorità portuale siamo a quota 450.
Ora l’obiettivo è trovare il socio privato, che investa qualcosa come 300-350 milioni e che definisca il progetto, diventando il soggetto che per 50 anni avrà la concessione della super-banchina e in pratica il monopolio del traffico dei container a Livorno.
Passaggio fondamentale, che chiarirà una volta per tutte l’appeal vero e anche il senso di quest’opera, a lungo contestata dalla maggioranza che governa la città.
Ad oggi l’interesse del mondo marittimo, portuale e finanziario internazionale sembra alto. E lo raccontano bene le parole di Luis De Carlos, project manager port di Obrascón Huarte Lain, Ohl, colosso spagnolo presente in trenta paesi del mondo nella costruzione di autostrade, porti, aeroporti, adesso impegnato - tanto per fare un esempio - nella costruzione di un viadotto di 32 chilometri in Messico o nell’ampliamento della metropolitana di Miami. «Siamo molto, molto interessati a quest’opera», ammette De Carlos al termine della presentazione, sotto il Mastio di Matilde. Non è un caso che rappresentanti di Ohl fossero già presenti lo scorso settembre a Bruxelles alla prima uscita ufficiale della Darsena Europa e adesso sia venuto uno dei grandi capi della divisione porti. «Se presenteremo la nostra offerta? Oggi non posso dirlo, ma posso dirvi che è probabile».
A quanto risulta le manifestazioni di interesse riscontrate da palazzo Rosciano sono state numerose, da mezzo mondo. Al punto che - come avvenuto per la privatizzazione di Porto 2000 - è stato deciso di prorogare il termine di scadenza del bando dal 22 marzo al 29 aprile.
Una dilazione necessaria probabilmente anche per permettere ai grandi soggetti internazionali di creare join-venture, che vedranno uniti gruppi di costruzione, compagnie di navigazione, terminalisti e mondo della finanza. Anche perché - come ha sottolineato il dirigente tecnico dell’Authority, Enrico Pribaz - si tratta del più grande appalto in project financing di opera marittima della recente storia nazionale: l'importo complessivo stimato della concessione è di 504 milioni di euro, 13,5 milioni per la progettazione definitiva, 306 per il terminal e 185 per acquisire le attrezzature necessarie di banchina e piazzale.
Servirà davvero? E soprattutto: la maxi-piattaforme presenti anche in altri porti dell’alto Tirreno non rischiano di rendere il nuovo terminal livornese un doppione?
Su questo il commissario dell’Autorità Portuale Giuliano Gallanti è stato netto: «La Piattaforma Europa presenta due vantaggi straordinari rispetto agli altri porti, che gli investitori internazionali hanno dimostrato di aver già colto: il collegamento ferroviario delle banchine con la rete viaria nazionale e il collegamento con l’interporto, ormai sempre più retroporto. Nessuno si nasconde la concorrenza di Savona o di altri scali - ha continuato Gallanti -, ma una cosa è certa: non si poteva stare fermi. Il rischio sarebbe stato che Livorno diventasse marginale nei prossimi anni. D’altra parte, nonostante la crisi dei noli e le over capacity di stiva che si stanno registrando, le compagnie mondiali continuano a ordinare ai cantieri super portacontainer». La corsa al gigantismo insomma continua. E se anche dovesse fermarsi - è stata la riflessione di Gallanti - gli attuali feeder da 4-5mila teus diventeranno da 8-10mila. «E’ per questo che Livorno non poteva star fermo - ha aggiunto -. Oggi facciamo grande fatica a far entrare navi da 8mila, se domani nel Mediterraneo gireranno solo navi da 8-10mila l’alternativa sarebbe stata avere un nuovo terminal oppure restare tagliati fuori. Grazie alla volontà della Regione che ha messo sul tavolo 200 milioni, noi abbiamo deciso di avere il nuovo terminal».
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