Il Tirreno

Livorno

L’advisor sarà Vitale, il banchiere del Fatto

di Giulio Corsi
L’advisor sarà Vitale, il banchiere del Fatto

Venerdì 5 è stato inviato l’invito a 8 società di consulenza scelte dall’azienda, la scadenza delle offerte è stata fissata a mercoledì 10

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LIVORNO. Sarà la società milanese Vitale & Co. l'advisor che seguirà la parte economica e finanziaria del concordato di Aamps.

La scelta è stata proposta al cda dal presidente dell'azienda di via dell'Artigianato, Federico Castelnuovo, e condivisa dai due consiglieri Petrone e Tolone.

Il collegio sindacale ha invece preso atto e ha chiesto di visionare la documentazione relativa alla procedura di individuazione dell'advisor, che non gli era stata messa a disposizione.

Da segnalare che nella sede di Aamps, al tavolo del cda, mercoledì pomeriggio era presente anche l'avvocato Luciano Costantini dello studio Lanzalone di Genova, che sta seguendo per palazzo civico - ad oggi senza alcun incarico scritto - le questioni legali del rapporto tra Comune e Aamps.

Come è stato selezionato l'advisor. La gara pubblica auspicata a più riprese dall'ex presidente Aldo Iacomelli alla fine non c'è stata. Gli uffici di Aamps hanno scelto otto società tra le più importanti operanti nel settore delle consulenze finanziarie: Kpmg, Vitale & Co., Bernoni Grant Thorbton, Business Support, Bain & Co, Lm servizi, Pkf Italia, Rsm Italy.

Due giorni per presentare l'offerta. Venerdì 5 febbraio alle ore 13 una mail su posta certificata è stata inviata dal presidente Castelnuovo agli otto soggetti. Oggetto della mail era la richiesta di eventuali offerte per il ruolo di advisor finanziario.

Il termine per la scadenza delle manifestazioni di interesse è stato fissato alle 13 di mercoledì 10 febbraio. Dunque cinque giorni dopo, ma di fatto le società hanno avuto appena due giorni e mezzo lavorativi per decidere se partecipare e formulare un’offerta, considerando il weekend.

Tre offerte sul tavolo. Tre offerte sono arrivate nei termini prescritti: Kpmg, Vitale & Co., Bernoni Grant Thorbton. Tutte e tre rispondevano ai requisiti economici stabiliti dalla gara e sono state giudicate congrue. Solo quella di Vitale & Co però - secondo l'analisi fatta dal cda di Aamps - possedeva il requisito di "professionalità legato a esperienze professionali nella gestione di concordati o della crisi e risanamento di società in house di servizi pubblici locali".

Secondo il cda di via dell'Artigianato, Vitale & Co è stata anche l'unica società a dare immediatamente disponibilità all'incarico e a distaccare presso la sede di Aamps professionisti per assistere gli uffici amministrativi aziendali nell'identificazione della documentazione.

Sulla base di questi due elementi Castelnuovo ha proposto che la gara fosse aggiudicata a Vitale & Co, ricevendo il consenso dei due consiglieri Petrone e Tolone, mentre il collegio sindacale presieduto da Francesco Carpano, come dicevamo, ha preso atto.

Il banchiere azionista del Fatto Quotidiano. Chi è Vitale & Co? Una società "leader in Italia in complesse operazioni di natura straordinaria: fusioni e acquisizioni, ristrutturazioni finanziarie e debt advisory, quotazioni in borsa e raccolta di capitali e finanziamenti", si legge sul sito ufficiale, dove è elencato un infinito numero di consulenze per grandi gruppi stranieri e italiani.

Il padre fondatore e numero uno della società è Guido Roberto Vitale, classe 1937, banchiere, fondatore negli anni 70 di Euromobiliare, primaria banca d'affari italiana, presidente di Rcs dal 2003 al 2005. Un nome che ha fatto la storia della finanza del nostro paese. Sostenitore nel 2013 di Matteo Renzi (finanziò con cinquemila euro la fondazione Big Bang), Vitale è anche azionista di Chiarelettere - la casa editrice legatissima fino a due anni a Gianroberto Casaleggio - e del Fatto Quotidiano.

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