Gioco
Edilporto, crisi profonda: c’è il concordato
La richiesta è stata presentata in tribunale e dichiarata ammissibile, resta l’incognita dei lavori ancora da completare
LIVORNO. Si apre un nuovo capitolo nella storia infinita di Borgo di Magrignano. Stavolta però la partita non si gioca in un cantiere, ma in un'aula di tribunale: il Consorzio Edilporto ha presentato una domanda di concordato in bianco, dichiarata ammissibile in via preliminare, intraprendendo un percorso che nel giro di due-tre mesi porterà la società a presentare un concordato preventivo o un piano di ristrutturazione del debito (in ogni caso le operazioni passeranno dal controllo del giudice).
Una strada su due binari, che poi dovrà convogliare verso l'una o l'altra possibilità. Due alternative che oggi Edilporto considera le uniche per far fronte a una crisi che dura da anni. Una mossa, quella del Consorzio, che avrà ripercussioni profonde sull'incompiuto Borgo compreso tra Salviano e le campagne dell'Uliveta, sia per il comparto abitativo ma soprattutto per le grandi opere urbane che tutti i quartieri limitrofi attendono da più di un decennio.
A confermare la notizia della richiesta in tribunale è Veronica Tognotti: «Abbiamo presentato la domanda - spiega la responsabile del Consorzio Edilporto - già a fine dicembre 2015. Il giudice l'ha accettata poiché rispettava le condizioni di legge. Ora stiamo redigendo il piano di risanamento, insieme a un pool di esperti in materia, per poi presentarlo entro la scadenza fissata tra circa 90 giorni».
Non si tratta come detto di una richiesta già di per sé completa, ma di una forma di concordato in bianco, o "con riserva": un istituto giuridico che permette al debitore di ottenere più tempo per predisporre una strategia di risanamento (concordato preventivo o accordo di ristrutturazione), mettendosi intanto al riparo dalle azioni dei creditori.
«La decisione - chiosa Tognotti - è maturata a causa del perdurare delle difficoltà di Edilporto, nella consapevolezza che fosse l'opzione migliore per tutelare i soci e per cercare di sistemare le partite aperte del Consorzio».
Quella più grande, di partite aperte, è certamente Borgo di Magrignano, dove hanno costruito sedici cooperative, quasi tutte riunite nel Consorzio Edilporto. Vista la crisi che ha attanagliato il settore e le aziende in questione, però, i lavori sono stati portati avanti a singhiozzo, scatenando le proteste di centinaia di famiglie per troppo tempo in attesa dei certificati di abitabilità, se non della stessa casa pagata con largo anticipo.
Restano aperte anche tutte le opere di urbanizzazione che il Consorzio dovrebbe realizzare secondo la convenzione firmata col Comune: il completamento della cassa di espansione del rio Cignolo, il ponte tra via dei Pelaghi e il distretto Asl di Salviano, il ponte di via della Padula, il collegamento tra via della Valle Benedetta e via del Levante, il rifacimento di via dell’Uliveta.
Nel 2015 Edilporto ha ottenuto la proroga di tre anni delle concessioni (con scadenze che arrivano anche al 2017). Ora arriva la spada di Damocle della richiesta presentata in tribunale, con il concordato in bianco che può portare davanti al giudice la proposta di concordato preventivo o quella di accordo di ristrutturazione del debito. «Stiamo lavorando su entrambe le possibilità - precisa Tognotti - Certo è che il piano che presenteremo conterrà in ogni caso al suo interno le questioni delle opere di urbanizzazione di Borgo di Magrignano». Resta da capire come il ricorso al tribunale influirà sulle tempistiche dei lavori che ancora mancano all'appello.
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