Il Tirreno

Livorno

Scuola: ottantadue insegnanti livornesi rischiano la cattedra

di Matteo Scardigli
Scuola: ottantadue insegnanti livornesi rischiano la cattedra

Sindacati dal prefetto: il concorso per la scuola discrimina i precari chi ha titoli, abilitazioni ed esperienza sarà equiparato ai neo-laureati

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LIVORNO. Ottantadue docenti livornesi rischiano il posto di lavoro. I sindacati del mondo della scuola oggi venerdì 12 gennaio saranno in prefettura «contro il bando che discrimina i precari che lo Stato ha voluto, e che l’Europa impone di assumere», dicono.

Hanno i titoli, le abilitazioni e l’esperienza accumulata in lustri di supplenze, eppure per l’immissione di ruolo, per ottenere finalmente la cattedra e continuare a fare il lavoro che svolgono da anni, «dovremo sostenere i concorsi insieme ai neo-laureati», dicono i precari della scuola.

Sono padri e madri di famiglia bloccati in un limbo dal 2006, quando fu imposto il blocco delle assunzioni in favore delle graduatorie ad esaurimento.

«La riforma Fioroni creò questi “insegnanti di riserva”, incentivandoli a partecipare a percorsi abilitanti e tirocini formativi (a pagamento) con il miraggio del posto fisso, ed oggi il governo Renzi svaluta il loro vissuto e ignora il loro diritto alla stabilizzazione sancito da una sentenza della Corte europea» spiega Patrizia Villa (Flt Cgil).

Poi spiega: «Nella provincia di Livorno ci sono 402 posti, tra insegnanti di ruolo e di sostegno, 82 dei quali non possono essere assegnati a chi già li ricopre per colpa di uno sbarramento inutile».

A far discutere sono i tempi e i modi del concorso, in particolare la disparità di trattamento fra titoli ed esperienza.

«Questo bando è stato redatto senza confronto con i sindacati, ed assegna un punteggio irrisorio al servizio svolto dal docente penalizzandone la professionalità» prosegue Paola Colorà (Cisl Scuola): «Lo Stato ha investito nella formazione di individui che poi non assume, aprendosi al rischio di nuovi contenziosi. I numeri parlano chiaro, consegneremo alla Prefetto i nostri documenti di denuncia chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto».

Per Fulvio Corrieri (Snals Consap) la soluzione è a portata di mano: «Basta un provvedimento, già sperimentato in passato, per inserire queste persone nelle graduatorie. Non si può pretendere di calare un modello sulla realtà senza tenere conto dell’equità sociale; queste sono persone che spesso hanno consentito di tenere aperte delle scuole». E in conclusione precisa: «Condividiamo con il governo l’auspicio di promuovere gli insegnanti più qualificati, ma se anche non condividiamo questo bando ribadiamo a tutti gli aspiranti di partecipare comunque al concorso».

 

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