Gioco
Sul ruolo del legale esplode la polemica
Livorno, Raspanti e Amato: «In che rapporto è col Comune?». Lemmetti: «Scelta di fiducia»
LIVORNO. «Tra amministrazione e cda c'è perfetta fiducia. Il cda sta prendendo in mano l'azienda per il superamento del periodo di crisi e non c’è alcuna volontà di portare Aamps al fallimento». L’ha detto l’assessore Gianni Lemmetti ieri in commissione bilancio. In aula era stata chiesta anche la presenza del nuovo consiglio di amministrazione, ma il presidente Castelnuovo aveva declinato l’invito «per precedenti e improrogabili impegni».
Una scelta molto contestata dall’opposizione. Elisa Amato (Forza Italia) ha sottolineato come «noi consiglieri rappresentiamo i cittadini che devono essere informati». «Non trovano un'ora per venire in commissione?», ha aggiunto Marco Valiani (Lbc).
«Il problema nasce dalle modalità della revoca del vecchio cda e della nomina del nuovo, avvenuta scavalcando le funzioni di controllo dell'amministrazione con un atto di cui non è stata verificata la legittimità, senza avallo degli uffici e del consiglio - ha aggiunto Andrea Raspanti (Bl) -. Questo si traduce in un mandato a chi non si sente vincolato verso chi ha funzioni di controllo come la commissione».
Lemmetti ha confermato il percorso verso il concordato e ha ribadito che sull’assunzione dei 33 precari l'amministrazione si è già espressa con gli atti: la stabilizzazione è compatibile col concordato».
Dunque il parere dell’avvocato Pasquinucci richiesto come consulenza da Aamps (e finito a quanto risulta anche sui tavoli della procura), ha chiesto Pietro Caruso (Pd)? «Non so neanche chi l’ha chiesto e come è stato dato l'incarico a Pasquinucci - ha risposto l’assessore -. La sua comunque è una tesi. Il cda l'ha valutata, non l'ha valutata, ne ha un'altra, non lo so: si è riunito e ha stabilizzato».A proposito di consulenze l’attenzione si è spostata sul ruolo dell’avvocato Lanzalone (che ha preparato l’atto di revoca dell’ex cda, scavalcando l’avvocatura civica e gli uffici comunali).
«I contatti con uno studio legale esterno derivano dal fatto che era volontà dell'amministrazione andare in una direzione, e abbiamo chiesto a un soggetto terzo», ha detto Lemmetti.
«In che rapporto questo soggetto è con l’amministrazione? - ha chiesto Raspanti -. Non mi risulta che ci siano incarichi formali ad oggi».
«E’ un rapporto fiduciario», ha risposto l’assessore. «Non c’è alcun accordo, a Lanzalone è stata chiesta un’assistenza gratuita, ha prestato la sua consulenza senza oneri per l’amministrazione».
Elisa Amato però l’ha incalzato: «Sulla base di quale norma avete chiamato un consulente esterno? Nella pubblica amministrazione non si può far niente con chiamata orale, anche se si tratta di incarichi di tipo gratuito. Quale norma vi ha consentito di farlo?».
«Ci sono sentenze che permettono di farlo per incarichi fiduciari soprattutto legali», ha risposto Lemmetti. (g.c.)
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