Gioco
«O Bella Ciao», partigiana Osmana
Si è spenta ieri a 93 anni, nove mesi dopo la scomparsa dell’adorato Garibaldo Benifei. Domani i funerali alla Svs
LIVORNO. Nove mesi dopo la scomparsa dell'adorato Garibaldo, è morta Osmana Benedetti Benifei, vedova dello storico partigiano livornese e anche lei partigiana e comunista. Aveva 93 anni. Lo scorso marzo, nel giorno della Festa della Donna, aveva ricevuto la Livornina d'oro, la massima onorificenza cittadina, dalle mani del sindaco Filippo Nogarin (Garibaldo l’aveva ricevuta mel 2005 dal sindaco Alessandro Cosimi). Per la città è un altro pezzo di storia che se ne va.
Come ha infatti scritto il nostro Mauro Zucchelli proprio in occasione della consegna della Livornina d’oro l’8 marzo 2015 «sbaglia assai chiunque s'immagini Osmana Benetti soltanto come "la moglie di", quasi un addentellato di Garibaldo Benifei, che a 103 anni diventato nel cuore dei livornesi l'icona dell'antifascismo».
«Osmana - sottolineava ancora Zucchelli - non è mai stata "dietro" Garibaldo bensì "accanto", alla pari e stop: è probabile che neanche lei stessa lo chiamerebbe femminismo, semmai è una certa idea del mondo e dei rapporti fra le persone. A cominciare da quelli più vicini: dentro l'organizzazione partigiana e dentro il "partito" (inutile dirlo, il Pci), con i "compagni"; dentro casa, con l'uomo della sua vita». A questo proposito va detto che Osmana - staffetta partigiana - non aveva nemmeno vent'anni quando scoccò la scintilla con Garibaldo. Non al bar o a una festa, ma proprio nelle riunioni clandestine del Partito comunista. Si conobbero nell'estate del '44. Subito dopo c'è la liberazione di Livorno con i partigiani che entrano in città dal Castellaccio; nel gennaio successivo, praticamente nell'anniversario della nascita del Pci all'ex teatro San Marco di Livorno, diventano marito e moglie davanti al sindaco Diaz. Il loro fu il primo matrimonio civile e le fedi furono portate dagli operai del Cantiere, la classe operaia della fabbrica-mito: le forgiarono in acciaio.
Appresa la notizia, il sindaco Filippo Nogarin ha subito pubblicato un ricordo sul suo profilo Facebook.
«Osmana ci ha lasciati - scrive il primo cittadino - Livorno piange la perdita di una grande livornese, protagonista della nostra storia cittadina. Ho avuto l’onore di conferirle la Livornina l’8 marzo dell’anno scorso, uno dei momenti più belli e toccanti del mio mandato per la grande forza che quella piccola grande donna trasmetteva a tutti noi con la sua dolcezza».
«Lei e Garibaldo Benifei rappresentano un simbolo per la nostra città, per quanto fatto durante la lotta partigiana e pure dopo la Liberazione - prosegue il sindaco - Perché Osmana è stata una ribelle pure nel dopoguerra, visto si era sposata con Garibaldo in quello che è stato il primo matrimonio civile in Comune, e se oggi questo può sembrare normale, 70 anni fa era un segnale di grande coraggio e anticonformismo, molto prima dell’avvento del femminismo.Mi piace ricordarla così, in questi giorni che si discute di unioni civili, perché lei non si è mai tirata indietro, dando il suo contributo politico, nonostante che in quelli anni la politica fosse ancora quasi sempre una prerogativa per gli uomini.Ci lascia il testimone della Memoria, e noi tutti, come comunità dobbiamo saper portare avanti promuovendo quei valori fondamentali di Libertà e Giustizia». Il consigliere regionale del Pd Francesco Gazzetti ha espresso il cordoglio e il suo personale dolore per la morte di Osmana Benedetti Benifei, «simbolo di quella lotta per la Libertà e la Democrazia». Gazzetti ha poi ricordato quando Osmana e Garibaldo accettarono di essere i presidenti onorari del suo comitato elettorale. «Un gesto – commenta Gazzetti- che considero come uno dei doni più preziosi mai avuti in vita mia. Onorato e grato sino alle lacrime per l'affetto che ho sempre ricevuto da Osmana e Garibaldo voglio far arrivare alla loro splendida famiglia le mie più sentite e fraterne condoglianze. Osmana, Garibaldo non vi dimenticherò, non vi dimenticheremo mai»
La camera ardente è allestita nella sede SVS in via San Giovanni 30: chi lo desidera potrà portare l'ultimo saluto ad Osmana a partire da stamani alle ore 8.30. Il funerale si svolgerà venerdì 12 alle ore 11 a partire dalla sede di via San Giovanni 30. "Una donna che ha rappresentato - afferma la presidente della Svs Marida Bolognesi- un importante pezzo di storia. Un esempio per tutti coloro che amano la libertà e la dignità delle donne e degli uomini. Osmana ha sempre condiviso con l'amato compagno di vita Garibaldo, l'amore per la nostra associazione e, fino a quando ha potuto, è sempre stata presente alle nostre iniziative. Ci uniamo al dolore della famiglia -continua Bolognesi-la nostra associazione al completo, con il direttivo, i dirigenti e tutti i volontari, porge ai figli e ai nipoti le più sentite condoglianze. Il sorriso di Osmana, la sua determinazione, il suo lavoro di conservazione della memoria per le giovani generazioni, il suo impegno a favore delle donne, continueranno ad essere patrimonio della nostra città e della nostra associazione». (a.g.)
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