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Dello Sbarba, una vita al Centro

Dello Sbarba, una vita al Centro

L’ex segretario scudocrociato, fanfaniano doc, rievoca i rapporti con Andreotti

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LIVORNO. Enrico Dello Sbarba non ha paura di prendere il toro per le corne: raccontando “La mia Dc” non va a caccia del volto buono dello scudocrociato pescando icone come “l’onesto Zac”. Al contrario, tiene a presentarsi come “fanfaniano di ferro” eppure, paradossalmente per chi conosce quanto fosse indigesto il Divo Giulio per Fanfani, in tandem mette nero su bianco i propri “rapporti con il senatore Andreotti”.

Gli “spezzoni di vita politica” ai quali fa riferimento Dello Sbarba nel sottotitolo riguardano principalmente gli anni ’70. Soprattutto due “fotografie”: la prima è dedicata al suo ruolo di segretario provinciale della Balena Bianca nel cuore del Potere Rosso, nel momento in cui il Pci è all’apogeo della propria spinta propulsiva, nel bel mezzo della battaglia sul referendum del divorzio.

L’altra ha a che vedere con le elezioni regionali del 1980. L’esponente democristiano racconta senza troppi diplomaticismi come venne fatto fuori da una candidatura “venuta da fuori”: sembra intuibile il riferimento a Francesco Alessandro Querci.

Sta di fatto che Dello Sbarba rivela di aver avuto subito la consapevolezza che «la gran parte dei cosiddetti “poteri forti”, specialmente in città, avrebbe ostacolato la mia elezione». Non solo: la «maggioranza della nomenklatura della Dc livornese, non si sarebbe sbracciata molto per impedire la rielezione» di Querci. Di più: Dello Sbarba indica un «autentico “golpe” provocò lo spostamento di circa mille voti elbani (esattamente nei Comuni di Campo Elba e Rio Marina)».

Peraltro, benché Dello Dbarba utilizzi in copertina un celebre manifesto scudocrociato di quasi mezzo secolo fa (“La Dc ha vent’anni”), metta in quarta di copertina un proprio “santino” elettorale del 1960 e faccia parlare esponenti come Bianco e Butini che risalgono a lontane stagioni scudocrociate, va detto che l’ex segretario è rimasto democristiano fino all’ultimo capello ma non è rimasto inchiodato in un angolo fuori dalla scena. Sostanzialmente rimasto senza “casa” politica dopo la fine della Dc, ha pensato di non andare lui in cerca di un posticino in “case” altrui bensì, semmai, ha immaginato di fondarne una lui: è il circolo Il Centro, antesignano di tanti altri raggruppamenti che poi sono spuntati non soltanto al centro, e tutt’altro che effimero se sta sulla breccia da più di una dozzina di anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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