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Porto, rinfuse in calo ma è boom di biomasse

Porto, rinfuse in calo ma è boom di biomasse

Alberti (Tco): quasi raddoppiata in un anno la movimentazione di cippato destinato alle energie rinnovabili. Livorno è il polo numero uno in Italia

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LIVORNO. C’è un unico dato con il segno “meno” nella fotografia statistica scattata dall’Authority all’andamento dei traffici marittimo-portuali nell’arco dei dodici mesi dello scorso anno: riguarda le rinfuse solide. In arreatramento di neanche poi molto: 10mila tonnellate in meno, con un calo che vale appena più di un punto percentuale (1,2 per la precisione). Se si guarda “dentro” il dato semmai può destare meraviglia l’andamento del tutto divergente: in calo netto sono gli sbarchi di materiale da importare (617mila tonnellate nel 2015, il 15,7% in meno) ma quasi compensato dal boom degli imbarchi (230mila tonnellate, quasi l’84% in più a paragone dello scorso anno).

È l’indizio che possa trattarsi dell’incrocio di dinamiche distinte. A pesare sul dato negativo degli arrivi potrebbe essere la flessione di cereali e dintorni. Lo lascia immaginare il fatto che il Tco alla Calata Orlando (che tratta la quasi totalità delle rinfuse solide tranne i cereali) non è andato affatto male. Anzi, al contrario: come confermano dal quartier generale in via delle Cateratte, c’è stato un incremento del 13%. Dietro le auto nuove e i forestali (entrambi al di sopra del 20% di incremento) e dietro i contenitori (ma non se il dato viene depurato dai trasbordi), ma ben al di sopra delle “autostrade del mare”.

E il boom all’imbarco? Dipende principalmente dallo sviluppo di Livorno come porto di partenza di materiali vegetali per alimentare le centrali a biomasse. La riprova la dà Roberto Alberti, amministratore delegato Tco, dicendo che «in un anno abbiamo praticamente raddoppiato la movimentazione di questo tipo di merce: «Le biomasse sono passate da 120 a quasi 200.000 tonnellate, credo che Livorno sia diventato il primo porto italiano per l'imbarco di biomasse».

Il Tco – spiega Alberti – ha iniziato da alcuni anni a trattare biomasse «provenienti principalmente dal centro-nord della Toscana». E aggiunge: «Si tratta di "cippato" di alcune specie di piante che vengono utilizzate in centrali per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Pur trattandosi di merce povera e molto voluminosa, abbiamo raggiunto un livello tale di efficienza che Livorno è diventato uno dei maggiori “hub” (poli) portuali italiani, forse il primo per quantità imbarcata, per questi prodotti».

Alberti non nasconde la soddisfazione: «Oltre all'aspetto economico sappiamo di far parte di una catena virtuosa che è utile all'ambiente». Non avendo aree sufficienti, per non perdere questi traffici il Tco – rincara – ha investito nell'allargamento del terminal e nell'affitto di aree per lo stoccaggio temporaneo della merce. (m.z.)

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