Gioco
Ammazzato nella notte con una coltellata al cuore sul portone di casa
La coltellata l'ha centrato al cuore e in pochi attimi è morto: è questa la tragica fine di un quarantenne trovato in una grande chiazza di sangue sul portone del palazzo di via Roma dove abitava. Si ipotizza un agguato mortale, da chiarire il movente
LIVORNO. Ѐ stata una lunga notte d’indagine quella tra il 6 e il 7 febbraio per le forze dell’ordine, impegnate a far luce sull’omicidio di Vitali Kimpis, 40 anni ancora da compiere d’origine lituana, ucciso con una coltellata al petto che gli ha perforato il cuore davanti al portone di casa. Gli inquirenti, coordinati dal pm Gianfranco Petralia, hanno ascoltato la moglie dell’uomo per cercare di risalire all’autore o agli autori di questo delitto, che sembra in tutto e per tutto un agguato (questa l’ipotesi più battuta al momento). Il magistrato comunque ha disposto l’autopsia per capire con certezza le cause della morte, ovvero se Kimpis è morto direttamente per il colpo dato con un fendente oppure per arresto cardiaco in seguito alla forte perdita di sangue.
E’ stato ammazzato con una coltellata che gli ha squarciato il petto centrandolo al cuore: Kimpis, origini lituane ma domiciliato a Livorno, ha incontrato la morte sull’uscio di casa alle ore 22,15 di sabato 6. A scoprirne il corpo e a dare l’allarme, qualche minuto più tardi, è stata una ragazza che stava portando a spasso il cane: si è accorta di quell’uomo accasciato a terra in una grossa pozza di sangue sul portone del palazzo al 326 di via Roma, a pochi passi dal distributore Agip di Barriera Roma.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:foto-e-video:1.12910768:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/foto-e-video/2016/02/07/fotogalleria/quarantenne-ucciso-di-via-roma-1.12910768]]
La giovane ha avvertito immediatamente il padre, che ha chiamato i numeri d’emergenza. Appena è arrivata la segnalazione alla centrale operativa del 118 è stata inviata sul posto una ambulanza della Svs: a nulla sono valsi i tentativi dei soccorritori.
Da quanto risulta emergere da una prima ricostruzione in attesa di riscontri, l’uomo attorno alle 22,15 era sul portone di casa. In quell’edificio di cinque piani, due coppie di lituani si erano stabilite da qualche mese in un appartamento in affitto, e Vitali Kimpis era uno di loro. Alcune fonti riferiscono che il quarantenne stava uscendo ma, in base ad altre testimonianze, l’ipotesi più probabile è che, al contrario, stesse rientrando a casa. In tal caso, mentre teneva in mano una scatola con un piccolo elettrodomestico, avrebbe oltrepassato il cancellino che si affaccia sulla strada e si sarebbe fermato al portone. Qui è scattata l’aggressione, con ogni probabilità un agguato: non è ancora chiaro se da parte di una o più persone.
E’ quel che fa pensare il fatto che, alla ricerca di tracce dell’omicida, il personale della Scientifica abbia posto grande attenzione alla zona dell’ingresso del palazzo, recintandolo: come se gli investigatori sperassero che l’aggressore (o gli aggressori) abbiano lasciato qualche traccia mentre stavano nascosti. Forse all’interno dell’androne dello stabile (che ha la porta a vetri) o, più probabilmente, proveniendo da dietro e aggredendolo alle spalle mentre magari l’uomo stava cercando le chiavi per aprire il portone.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12910903:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12910903:1652263054/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Va detto che la coltellata l’ha ucciso quasi all’istante. Forse prima ancora di riuscire ad accorgersi della minaccia. Anche se la posizione di alcune macchie di sangue, a quanto è dato sapere, non fa escludere un brusco movimento di difesa o a un tentativo disperato di fuga da chi lo stava aggredendo.
La polizia scientifica è rimasta a lungo al lavoro per effettuare i rilievi e setacciare ogni minimo indizio, ogni più piccola traccia. A cominciare dall’arma del delitto, che è stata cercata con meticolosità in varie zone tutt’attorno, compreso alcuni giardinetti e cassonetti Aamps. Per ore il palazzo è rimasto praticamente blindato, senza che nessuno potesse entrare o uscire dall’edificio, neanche chi vi abita. Nella cuore della notte è uscita in lacrime dal palazzo una donna insieme agli agenti: è stata portata in questura dai poliziotti per cercare di fare luce sui moventi di quest'omicidio, che al momento restano tutti da chiarire.
Vitali Kimpis abitava da qualche mese nel palazzo al 326 di via Roma ma i rapporti con i vicini, sebbene cortesi, sono rimasti al livello del buongiorno e buonasera, senza che nessuno ricordi qualcosa della vita di questo quarantenne arrivato dall’Est Europa, anzi alcuni abitanti della zona stentavano a ricordarsi di lui e accreditavano l’idea che l’uomo fosse andato in visita a qualche conoscente.
«Non lo conoscevamo, ma nel suo appartamento c’era sempre un andirivieni di stranieri»: così alcuni condomini del palazzo di via Roma, a Livorno, dove Vitali Kimpis. Nessuno avrebbe sentito niente, nessun rumore, grido o lamento dell'aggressione omicida. Poca voglia di parlare tra chi abita nel palazzo. Il lituano era a Livorno da due mesi, mentre la moglie abitava in città da qualche anno. «In quell'appartamento sempre un via vai di stranieri - racconta un inquilino del quarto piano - Lo conoscevo di vista niente di più, solo buongiorno e buonasera sulle scale, ma non ci avevo mai parlato». «La moglie era qualche mese che la vedevamo - dicono altri - Lui non lo conoscevamo, pensavamo fosse anche lui uno dei tanti ospiti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
