La protesta
Niente più rinvii per gli sfratti
La Prefettura: senza l’ok del proprietario, basta alle proroghe per morosità
LIVORNO. Niente più blocco temporaneo degli sfratti per morosità incolpevole, a meno che non ci sia l’assenso del proprietario dell’immobile. Suona più o meno così la comunicazione ufficiale che la Prefettura ha inviato nei giorni scorsi alla commissione di graduazione degli sfratti.
Nella nota si manifesta in sostanza la volontà della stessa Prefettura di non concedere il rinvio nei casi in cui dovesse mancare il consenso del proprietario della casa. La decisione ha causato l’immediata reazione dei sindacati impegnati sul tema dell’emergenza abitativa, perché, di fatto, una disposizione simile si tradurrebbe nell’impossibilità della commissione stessa di adempiere alle funzioni che è chiamata a svolgere.
«La decisione del prefetto - fa sapere il sindacato Asia Usb, che mercoledì ha incontrato il sindaco Filippo Nogarin e il funzionario dell’ufficio casa Giovanni De Bonis - significa non concedere più rinvii nei casi presentati dalla commissione. In presenza di accordo con i proprietari, infatti, non c’è bisogno della graduazione: è quando il proprietario rifiuta il rinvio che deve operare il meccanismo. Che, è bene ricordarlo, prevede un indennizzo per lo stesso proprietario».
Per il sindacato questa disposizione può mettere «in assoluta difficoltà le centinaia di famiglie a rischio sfratto». Poi Asia comunica che «il sindaco si è impegnato a organizzare un incontro urgente con questore e prefetto sul tema».
«La comunicazione della Prefettura - commenta Daria Faggi dell'Unione Inquilini - riguarda una vecchia questione che, ahinoi, si ripropone puntualmente ogni cinque-sei mesi: riguarda l’interpretazione della norma sulla graduazione degli sfratti per morosità incolpevole. Ma l’impostazione di non dare l’ok al rinvio senza il consenso del proprietario è piuttosto assurda. La commissione - chiosa Faggi - lavora solo sui casi di mancato accordo, perché quando c’è la mediazione tra le parti la soluzione si trova prima. La commissione deve valutare invece l’esistenza dei requisiti per inviare alla prefettura la richiesta di graduazione negli altri casi. Ma non si può dire che se il proprietario non è d’accordo non si applica il rinvio, perché i criteri presi in esame a norma di legge sono altri».
Se i sindacati sono pronti a inviare un comunicato congiunto dai toni anche duri, Ina Dhimjini, che ha già risposto in via ufficiale alla nota del prefetto, cerca invece di riportare la discussione a un livello «istituzionale»: «A noi - dice al Tirreno l’assessora al sociale - risulta che la Prefettura sia sensibile sulla questione della graduazione. Con il Comune c’è un dialogo aperto, ogni volta che abbiamo chiesto approfondimenti su varie problematiche la prefettura si è sempre resa disponibile».
Sia come sia, quello dell’emergenza abitativa resta un tema caldissimo. «Abbiamo chiesto al sindaco - si legge in coda al comunicato del sindacato Asia - garanzie sul riutilizzo di alloggi all’interno della Chiccaia. A breve diverse famiglie si trasferiranno in via definitiva nell’isolato Giardino in Corea: allora sarà necessario procedere senza intoppi all'utilizzo di almeno 25 di quegli alloggi. L’unico modo non per risolvere, ma almeno per tamponare l’emergenza in atto».
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