La protesta
Spacca vetrine e saracinesche di tre locali
Via Borra, parla un testimone: è stato un uomo, si è infuriato dopo che il distributore di sigarette non gli ha dato il resto
LIVORNO. C’è un testimone che ha visto buona parte della scena. Stando al suo racconto, a fare danni per diverse centinaia di euro a tre diverse attività in Venezia sarebbe stato un uomo solo che dopo essersi visto negare il resto dal distributore automatico di sigarette ha dato libero sfogo alla sua rabbia, prendendo a calci prima la saracinesca del tabaccaio, poi il vaso di fiori di un ristorante e infine le vetrate all’ingresso di un bar. Una ricostruzione che convince tutti in via Borra, dove nella notte tra martedì e ieri è stato il palcoscenico di un raid vandalico che ha visto coinvolte tre attività nel giro di venti metri. Per averne la certezza, però, serviranno le immagini di una telecamera di video sorveglianza, già in mano alla polizia municipale. La stessa a cui lanciano un appello i commercianti del quartiere: «servono più controlli, qui ormai è terra di nessuno».
Non è la prima volta che accadono episodi di questo tipo in Venezia. «La notte qua non c’è nessuno a vigilare, così capita che qualcuno faccia dei danni, danneggiando l’entrata dei locali oppure spaccando le bottiglie di vetro contro i muri» spiega il titolare del tabacchino, facendo intendere che al calar del buio in via Borra e nelle viuzze che la circondano può accadere di tutto: una volta tocca ad un pub, un’altra ad un ristorante. La notte scorsa è toccata a Joseph, titolare del bar caffè Haiti, all’angolo tra via Borra e gli scali di Monte Pio. «A me non era mai capitato ad essere sincero, almeno non in questo modo - racconta - ma agli altri locali del quartiere sì. Purtroppo qua girano persone di ogni genere e nessuno che sorveglia. Hanno installato le telecamere, ma quelle ti aiutano soltanto il giorno dopo, quando ormai il danno è fatto».
Nel suo caso, il danno ammonta ad alcune centinaia di euro, visto che l’autore del raid vandalico ha spaccato tre vetrate che stanno all’entrata del bar. «Penso che ci abbia tirato dei calci» continua Joseph: fossero stati dei sassi, infatti, il vetro si sarebbe solo incrinato; invece, è uscito anche dalla guida dell’infisso a cui era stato installato. «Per farlo uscire di lì servono due o tre calci dati bene» continua il titolare. «Una persona ha visto parte della scena e ha detto di aver sentito dei passi pesanti, come se l’uomo indossasse scarpe rinforzate».
La persona in questione è un residente di via Borra, che ha la finestra della camera da letto che dà sulla strada. È stato svegliato nel cuore della notte, intorno alle 2.30, da dei forti colpi metallici: si è affacciato e ha visto un uomo, alla vista senza segni particolari, che prendeva appunto a calci le vetrini del bar caffè. I colpi metallici, invece, molto probabilmente arrivavano dal tabaccaio, dove ha preso il via lo sfogo folle del vandalo, che dopo essersi visto negare il resto dal distributore automatico ha perso la testa.
L’idea è che abbia preso il piccolo bidone per la spazzatura della trattoria Sugo, lì accanto, per farsi giustizia da solo contro la saracinesca. Non contento, ha continuato a camminare in direzione dei fossi, incrociando sulla sua strada prima un vaso davanti alla trattoria stessa, spaccato di netto, e poi i vetri che abbracciano l’ingresso del bar, dove sono allestiti alcuni tavolini. È su questi vetri che l’uomo ha sfogato tutta la rabbia che ancora aveva in corpo.
«Ce ne siamo accorti questa mattina (ieri ndr) - continua Joseph - Uno dei vetri era piegato in due e lo abbiamo rimesso dentro l’infisso alla meglio; un altro invece lo abbiamo fissato con lo scotch».
Oggi pomeriggio il titolare del bar andrà a sporgere alla polizia municipale, la stessa che ha in mano le immagini della telecamere di videosorveglianza: saranno queste a confermare la ricostruzione dell’uomo furioso e a permettere di risalire a lui.
«Ma a noi interessa che la notte ci siano i controlli, in modo da prevenire danni come questi» concludono dal bar Haiti. «In Venezia è il far west ormai» fa eco il tabaccaio.
«Abbiamo chiesto più volte una maggiore sorveglianza, proprio a fronte di vandalismi di questo tipo, ma ancora non c’è stata alcuna risposta».
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