Gioco
Otto indagati per Aamps nell’inchiesta top secret
Le ipotesi d’accusa nel fascicolo sono quelle di abuso d’ufficio e falso in bilancio Ma la finanza ha acquisito anche documenti recenti sui conti dell’azienda
LIVORNO. C’è un fascicolo penale, ancora top secret, che riguarda la gestione di Aamps - la società pubblica dei rifiuti che versa in una grave crisi finanziaria e sulla quale si è aperta un’aspra battaglia politica - che è il vero cuore degli accertamenti in corso da un anno in via Falcone e Borsellino.
Almeno otto le persone già iscritte nel registro degli indagati dai pubblici ministeri Massimo Mannucci e Arianna Ciavattini che coordinano l’inchiesta portata avanti dal nucleo tributario della finanza.
Ma sui nomi dei protagonisti c’è ancora la massima segretezza. Addirittura è plausibile pensare che tutti, o buona parte di chi è sottoposto ad indagine, neanche sappia di essere finito nel mirino della magistratura.
Ecco perché non è possibile, ad oggi, nemmeno sapere se i due indagati raggiunti la settimana scorsa dall’avviso di garanzia per lo sconto Tia di 250mila euro alla società Fratelli Elia (l’ex assessore al bilancio dell’ultima giunta Pd Valter Nebbiai e il direttore generale fino al gennaio 2015 Lorenzo Fommei), facciano parte degli otto o siano estranei alla vicenda principale.
«Si tratta comunque di un unico filone investigativo», è l’unica ammissione che arriva da chi indaga. Discorso diverso per le due ipotesi di reato che la Procura contesta all’interno nell’indagine madre: falso in bilancio e abuso d’ufficio. Due indizi che permettono di risalire alle fondamenta su cui si basa l’inchiesta e intuire gli identikit di possibili destinatari di attenzioni.
Per farlo è necessario riavvolgere il nastro delle indagini e arrivare all’apertura dell’inchiesta. Un fascicolo arrivato sulla scrivania dei due pm dalle segnalazioni dei revisori di conti sull’approvazione dei bilanci 2013 e 2014 e dalle dieci ombre ravvisate dagli 007 del ministero sulla gestione della società per il 2012.
Se questa è la base da cui hanno iniziato a scavare gli investigatori, negli ultimi mesi gli accertamenti sono andati molto più in profondità. Almeno due, infatti, le visite delle fiamme gialle nella sede di via dell’Artigianato «per acquisizione atti».
Il 3 agosto scorso, ad esempio, i finanzieri sono rimasti nella sede di Aamps per quasi tre ore e hanno portato via – per conto della Corte dei Conti e della Procura – una serie di documenti legati ai rilievi mossi all’azienda nel 2013 proprio dagli ispettori del ministero dell’Economia e delle finanze.
A quanto risulta l’attenzione dei militari si è concentrata sulla documentazione relativa ai primi due punti della relazione che gli emissari del Mef avevano depositato nell’autunno del 2013, dopo l’ispezione fatta nel maggio precedente: la gestione di Aamps fino al dicembre del 2012, quindi prima che alla guida dell’azienda arrivassero il direttore Lorenzo Fommei e l’amministratore Enzo Chioini.
Una seconda visita risale invece al 21 gennaio scorso, meno di due settimane fa. A quanto risulta, in quest’ultima occasione, sono stati acquisiti anche atti che riguardano la contabilità più recente.
Segno che l'indagine della Procura sta arrivando fino all’ultimissimo periodo, dunque anche alle recenti scelte di gestione dei conti e del management (fino anche all’ultimo siluramento del Cda da parte del socio unico-Comune guidato dalla giunta M5s).
È da tutti questi segnali che si intuisce quanto l’inchiesta sia in continua evoluzione. E molto probabilmente gli accertamenti dei finanzieri, al termine delle indagini, copriranno un arco temporale che va almeno dal 2012 al 2015.
Segno che sotto la lente d’ingrandimento passeranno sì le scelte compiute dal managment e dalla giunta Pd guidata da Alessandro Cosimi, ma anche le decisioni societarie compiute dalla giunta pentastellata e soprattutto dagli uomini voluti alla guida della società dall’attuale sindaco Filippo Nogarin.
@fedelazzotti
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