Il Tirreno

Livorno

Esposito: «Voterò con la maggioranza ma sarò imparziale»

Esposito: «Voterò con la maggioranza ma sarò imparziale»

Il neopresidente: «Un mio diritto e non avremmo i numeri» Lo strappo con le minoranze: «Male, volevo De Filicaia e Bruciati»

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LIVORNO. L’ultima volta si era presentato in giacca e cravatta, ma l’elezione era andata a vuoto. Due giorni fa si è affidato a una camicia a righe («mi avete già fregato una volta», ha detto sorridendo). E nel corso di un’assemblea comunque tesa, la quarta convocata da dicembre, il 5 Stelle Daniele Esposito è stato eletto presidente del consiglio comunale. In un ufficio di presidenza tutto grillino, con i vice Mileti e Barbieri.

Esposito, che “timoniere” sarà?

«Il presidente è una figura istituzionale. Dalla mia pagina Facebook sono già sparite le foto del Movimento 5 Stelle, ho tolto anche di Battista, di Maio…»

Di Battista e Di Maio...?

«Sì, ho cambiato l’immagine del profilo, tolto i riferimenti politici. La mia è una figura istituzionale, che deve rappresentare tutto il consiglio. Naturalmente, in questa situazione politica, non potrò fare quello che faceva la Cepparello, ovvero astenermi su ogni atto, perché la maggioranza non avrebbe i numeri. È un mio diritto votare e voterò con la maggioranza, quello sì. Però nella gestione del consiglio sarò imparziale. Chi mi conosce lo sa: forse sarò più “cattivo” con i miei che con le opposizioni».

Occhio che non la sfiducino...

Sorride: «I miei? Sì, facile». Poi ripete: «Nella gestione del consiglio sarò super partes».

Ma comunque sempre presente e votante, visto che senza il suo voto i 5 Stelle resterebbero in 16, senza maggioranza...

«Sì, non posso dire altrimenti».

A proposito di opposizioni, lei è stato eletto senza il sostegno delle minoranze, che hanno rifiutato anche la vicepresidenza

«Diciamo che vado ad assumere questo incarico in un momento politico strano».

Diciamo pure di rottura

«È vero, al momento non c'è dialogo tra maggioranza e opposizioni. Come ha ben detto il buon De Filicaia (Pd, ndr), per l'elezione di una figura istituzionale come questa ci sono voluti quindici interventi... Di fattoattualmente non vedo – e mi dispiace, sia chiaro – una grande possibilità di dialogo tra le parti. Poi in futuro si vedrà».

E questo come inciderà sul suo lavoro e sul lavoro dell’assemblea? Dai banchi dell’opposizione hanno già parlato di “presidenza isolata”.

«Io voglio pormi come figura istituzionale a prescindere, anche se tra le parti oggi non corre buon sangue. Voglio essere equidistante. Naturalmente la dialettica politica sarà aspra e in sala dovrò cercare di tenerla sugli argomenti senza andare sul personale, cosa che ultimamente purtroppo non è avvenuta».

Un attimo di pausa: «Guardi che la richiesta di dare la vicepresidenza alle opposizioni era venuta proprio da me, per evitare che l’ufficio di presidenza restasse senza la loro voce, può sembrare una stupidaggine ma non lo è. Sulla vicenda dell’interpretazione del regolamento per l’elezione del presidente, ad esempio, Cepparello ed io ci siamo mossi insieme, c'era la voce di maggioranza e opposizioni. Cosa sarebbe accaduto se avesse deciso solo una parte?».

Ma alle opposizioni cosa avevate chiesto/proposto?

«Nessuno aveva chiesto l'appoggio sul mio nome, anche perché non serviva. Nella riunione con i capigruppo, Bastone (M5S) non aveva chiesto un voto, ma un appoggio istituzionale. Ripeto: se nell’ufficio di presidenza ci sono anche le opposizioni è meglio. Io, tra l’altro, avevo proposto anche dei nomi».

Quali?

«De Filicaia (Pd) e Bruciati (Bl)».

Perché?

«Caratterialmente mi trovo bene con loro».

Il sindaco aveva cercato di allargare i confini della maggioranza ma il dialogo è naufragato. Starà a lei ora cercare di riagganciare i rapporti?

«No, non è il mio compito, il presidente non fa questo, non ristabilisce il dialogo tra le parti, se non per un dialogo costruttivo in consiglio. Se ci sono accordi, se ne occupa la parte politica da cui da oggi mi tiro fuori. Faccio sempre parte del M5S, è chiaro, ma non farò politica attiva sul campo ed eviterò attacchi alle altre forze politiche: una figura istituzionale non può farlo».

Juna Goti

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