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Livorno

la causa in municipio

Capo di gabinetto del sindaco porta la direttora in tribunale

Capo di gabinetto del sindaco porta la direttora in tribunale

LIVORNO. Il capo di gabinetto del sindaco porterà la direttora generale del Comune davanti al giudice del lavoro. Al centro dello scontro tutto interno a Palazzo Civico c’è la valutazione delle...

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LIVORNO. Il capo di gabinetto del sindaco porterà la direttora generale del Comune davanti al giudice del lavoro. Al centro dello scontro tutto interno a Palazzo Civico c’è la valutazione delle performance che viene fatta ogni anno nella macchina amministrativa dell’ente: una sorta di pagella per il lavoro svolto dai dirigenti dei vari settori.

Da una parte c’è Massimiliano Lami, già capo di gabinetto del sindaco Pd Alessandro Cosimi, riconfermato alla guida dello staff del primo cittadino anche in epoca Cinque Stelle, con Filippo Nogarin. Dall’altra c’è Sandra Maltinti, nominata direttore generale del municipio nell’agosto del 2014.

Formalmente è contro il Comune che Lami ha presentato ricorso per la valutazione delle performance individuali ottenuta nel 2014, giudicandola in sostanza penalizzante. Ma di fatto è Maltinti che porterà davanti al giudice del lavoro, visto che proprio la parte di competenza della direttora (e non ad esempio quella del nucleo di valutazione) è oggetto della contestazione. Nessuna bega politica, insomma, ma uno scontro tra tecnici che finirà in tribunale.

La notizia tra i corridoi del municipio si è sparsa in fretta. Lami, contattato dal Tirreno, non ha voluto parlare. Il suo legale ha comunque confermato che l’udienza davanti al giudice del lavoro è già stata fissata per il prossimo novembre.

«La valutazione di performance individuale del 2014 – si limita per ora a dire Cristiana Carcelli, del foro di Pisa, che difende Lami – è stata estremamente penalizzante rispetto a quelle degli anni precedenti e, soprattutto, rispetto alle valutazioni che il mio assistito ha continuato a conseguire anche nel 2014, quando ha partecipato alla procedura per l’alta professionalità».

Il legale parla di «amarezza» di una persona «che si è sempre spesa nel solito modo» e la cui «diligenza è dimostrata dai dati sulla presenza sul luogo di lavoro e sull’attività svolta». «Ha avuto una valutazione negativa che ha comportato un danno economico, ma è soprattutto la penalizzazione secondo alcuni criteri con cui si misura la professionalità – sottolinea – che lo ha indotto a cercare una tutela che è prima di tutto di immagine».

Insomma, Lami vuole far valere il proprio lavoro e si prepara anche a portare la “capa” della macchina amministrativa davanti al giudice. «Chiediamo che venga ripristinata la verità fattuale e che venga rivista la valutazione», conclude Carcelli.

Ora la parola passa al giudice della sezione lavoro, Raffaella Calò. L’udienza è fissata per il 17 novembre.

(j.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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