Toscana
Marzovilla indagato per peculato e falso nei mesi da manager di Aamps
Livorno, sono di peculato - per l’uso dell’auto aziendale - e falso riguardo al contratto di collaborazione con la società le ipotesi di reato contro l'ex consulente
LIVORNO. Sono di peculato - per l’uso dell’auto aziendale - e falso riguardo al contratto di collaborazione con Aamps, le ipotesi di reato a cui è arrivata la sezione di polizia giudiziaria della Municipale che all’inizio di ottobre ha chiuso l’indagine interna iniziata per fare luce sul caso di Andrea Marzovilla, il consulente messo sotto contratto per sei mesi: dal febbraio 2015 all’inizio dell’estate. E uscito dall’azienda di via dell’Artigianato portando con sé una “cartellina verde” piena di accuse che hanno a loro volta dato origine a un’altra indagine penale. Ora il fascicolo è sempre nelle mani del pubblico ministero Antonio Di Bugno.
A metà luglio, a far scattare gli accertamenti, era stata un’interrogazione firmata dalla consigliera comunale Elisa Amato che chiedeva conto al sindaco Filippo Nogarin delle multe prese da un veicolo intestato all’azienda dei rifiuti. È scavando sui poteri di Marzovilla durante quei sei mesi trascorsi in Aamps e sui suoi benefit, che gli investigatori hanno acquisito, siamo ad agosto, il contratto di collaborazione e ricostruito anche il passato del consulente voluto da Nogarin.
Ad esempio è emerso che Marzovilla sarebbe irreperibile da un punto di vista fiscale e dal dicembre 2014 anche dal Comune di Firenze dove prima era residente. Ma nonostante questa discutibile identità amministrativa è stato ugualmente chiamato da una società pubblica guidata da una giunta che fa della trasparenza un cavallo di battaglia
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