Il Tirreno

Livorno

Resta il veto del Comune ma il circo prolunga la tappa

di Francesca Suggi
Resta il veto del Comune ma il circo prolunga la tappa

Gli spettacoli vanno avanti per un’altra settimana, puntando sul ricorso al Tar E gli animalisti rispondono oggi pomeriggio con una mobilitazione

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LIVORNO. Avanti tutta fino al 7 febbraio. Con giraffe in pista vestite con il cappottino e con il canguro saltellante. In barba al divieto del Comune di far esibire animali esotici e soprattutto senza curarsi dell’avvio del procedimento per la revoca della concessione fatto dall’amministrazione dopo aver accertato irregolarità: il circo Medrano non termina con oggi i suoi spettacoli nel perimetro di Porta a Terra, ma li prolunga di una settimana forte del ricorso al Tar fatto contro i provvedimenti comunali.

«Il giudice del Tar venerdì mattina ci ha fatto sapere che non essendoci motivi di urgenza, si pronuncerà il 17 febbraio: noi quindi, qualunque sia l’esito, siamo tranquilli e andiamo avanti con i nostri spettacoli», Salvatore Mendola non teme i controlli dei vigili urbani. L’amministratore della società Leonida, a capo del circo, non manca di sottolineare «che un giorno sì e l’altro no abbiamo la visita della polizia municipale: contro di noi c’è un accanimento mai riscontrato in altre città. Comunque noi sin dall’inizio abbiamo pagato il suolo pubblico fino al 7 febbraio».

Intanto i manifestini colorato che pubblicizzano un’altra settimana di show firmati Medrano fa andare su tutte le furie gli animalisti che in queste settimane si sono battuti contro l’utilizzo di animali esotici durante gli spettacoli livornesi, con tanto di video denuncia ed esposti. E oggi a partire dalle 14 saranno davanti all’ingresso del tendone con un presidio e una protesta maxi. «Vogliamo essere in cento contro la prepotenza di questo circo che nonostante tutte le irregolarità accertate prolunga la sua attività, incurante», si sfoga Viviano Voliani, presidente dell’associazione Animalisti Italiani in prima linea insieme all’altro gruppo di attivisti di AnimAnimale onlus. Sono loro a ripercorrere le tappe di tutte le violazioni accertate e poi in qualche modo superate, che caratterizzano l’arrivo del circo Madrano in città. «Dopo aver attendato a Livorno senza i regolari permessi, dopo essersi imposto con prepotenza e arroganza malgrado un ricorso al Tar perso, malgrado sia tutt'ora in corso un altro ricorso al Tar per l’utilizzo di animali esotici non consentito dal regolamento comunale – tiene a sottolineare l’esponente animalista – il Medrano proroga l’attendamento di una settimana: per questo protestiamo».

E anche la stessa amministrazione comunale era stata chiara, quando a metà gennaio consentì al circo l’attendamento a Porta a Terra (nonostante non ci fossero le tempistiche per la concessione): sì agli spettacoli, ma senza animali esotici. Impegni non mantenuti, come verificarono anche in prima persona i vigili urbani che denunciarono l’utilizzo di giraffe e canguro. Da qui la decisione ufficializzata lo scorso 23 gennaio di avviare il procedimento per la revoca della concessione del tendone.

«Il pronunciamento del Tar ancora non c’è stato, possiamo intervenire solo quando viene emessa la sentenza: di fatto il circo ha pagato il suolo pubblico regolarmente fino al 7 gennaio», dicono dal Comune. Sono gli stessi addetti ai lavori a far presente che esiste una legge nazionale del 1968 che tutela gli spettacoli dei circhi con tanto di utilizzo di animali esotici. È una normativa sovracomunale che in tanti casi simili ha fatto sì che i giudici, interpellati, abbiano dato ragione ai circensi.

Solo nel caso in cui il Tar darà ragione al Comune, la polizia municipale potrà intervenire e far valere le ragioni dell’amministrazione. Riuscendo a revocare la concessione. «Tutto dipende da quando il giudice si pronuncerà», chiudono da Palazzo civico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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