Sicurezza
Periferie e integrazione la ricetta di Ilda Curti
LIVORNO. "Più sicurezza, più salute", ovvero mettere a fuoco le politiche che le città possono affrontare su sicurezza e coesione sociale. È il tema dell'incontro organizzato ieri dal circolo Pd...
LIVORNO. "Più sicurezza, più salute", ovvero mettere a fuoco le politiche che le città possono affrontare su sicurezza e coesione sociale. È il tema dell'incontro organizzato ieri dal circolo Pd Salute alla teeria "L'arte di vivere" all'Attias, e al quale è intervenuta Ilda Curti, livornese di nascita e assessore (a fine secondo mandato) alle politiche di integrazione e riqualificazione delle periferie del Comune di Torino.
Torino è una delle prime città che ha affrontato il tema dei quartieri "difficili". Un contributo prezioso il suo, fatto di un lunga esperienza sul campo, che definisce come «una palestra di umanità, faticosa, che non ha niente di esotico» e in cui bisogna starci dentro. «Quartieri che io chiamo "multi multi" – ha spiegato – non solo multi etnici, ma multi complessi. Il mondo cambia e precipita tutto sui nostri marciapiedi». A domanda, semplice, di sicurezza, le risposte sono complesse. Si deve partire da una riqualificazione degli spazi pubblici, accompagnata da una promozione di azioni che rimettano in moto i legami sociali, senza esercitare i conflitti (tra ultimi e penultimi) sui quali, come sottolinea Curti «la politica spesso si getta agitando i problemi, ma senza risolverli».
Serve un approccio integrato anche tra istituzioni, con progetti (finanziati anche con fondi europei) e serve stimolare la capacità dei privati a scommettere sui territori. «Spesso mi chiedono se ci sono rischi banlieue in Italia – ha concluso – Più ghettizziamo più ci saranno rischi. La Francia paga errori degli anni '60 e '70 quando ha costruito banlieue dove ora non c'è la terza generazione di immigrati, ma quella di disoccupati. Siamo in tempo per evitarlo».
Così si avvicinano i cittadini alla politica per Lorenzo Bacci («l'esperienza di Torino è una delle migliori, al contrario di quello che i professionisti della paura cercano di disseminare quando si parla di integrazione»), che poi lancia una frecciata a Nogarin: «Situazioni che ci sono anche a Livorno, penso al quartiere Sant'Andrea e ad altre situazioni pronte esplodere nel silenzio dell'amministrazione». Tra gli interventi Emanuele Palmerini (Ugl) ha sottolineato invece il calo dei reati in città, in aumento quelli legati alla droga, e la conseguente necessità di investire in sicurezza. Pietra Molfettini, segretaria del circolo, ha parlato di sicurezza come requisito essenziale anche in sanità e dell'importanza del "codice rosa", mentre Oriana Rossi, medico del lavoro, lancia l'sos dello smantellamento della sanità pubblica.
Enrico Paradisi
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