Sicurezza
Intorno a villa Querci aree interdette al moletto dal 2012
Livorno, a farne le spese il circolo Arci Pesca e la Lupimare. Il presidente: paura di nuovi crolli
LIVORNO. Il rimessaggio resta inaccessibile, minacciato dal muro che sta per crollare. E ancora una decina di canoe e trenta stipetti dei soci sono inutilizzabili per ragioni di sicurezza: ad avvertire del pericolo ci sono fascette bianche e rosse imposte dal Comune.
Ma soprattutto è quella terrazza malridotta che sovrasta il tetto del bar del circolo Arci Pesca la nuova minaccia per il locale che conta mille tesserati e che da sempre è un punto di riferimento per amanti del mare di tutte le età. Qui moletto di Antignano: è una corsa contro il tempo quella del circolo Arci Pesca «E’ dal 2012 che intere parti della nostra attività sono interdette e continuano ad esserlo», si sfoga il presidente del circolo Luigi Del Re al timone del gruppo dal 2009. Basta dare un’occhiata: il retro di villa Querci praticamente è una carcassa di cemento e cedimenti che incombe sulle attività del moletto.
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Le crepe sono sempre più evidenti, così le ferite del maltempo e dell'incuria inferte sui mattoni dei muri, sulla facciata della terrazza e sulla facciata. «Tagliare l’erba e murare gli ingressi per impedire l’ accessi a sbandati e senza tetto come hanno fatto due mesi sono interventi che non bastano a frenare questa situazione di degrado - continua - Ogni giorno che passa la situazione strutturale di questo edificio peggiora: di questo passo sia il bar che il resto degli spazi del circolo potrebbero rischiare di dover interrompere la propria attività».
Del Re guarda alla terrazza della villa che sovrasta il tetto del bar: «Se venissero giù quelle colonne sarebbe la fine», dice, puntando l’indice in alto. «Senza contare che stiamo pagando le concessioni al Comune anche per le aree interdette», chiude. Anche l’officina di riparazione di barche Lupimare ha alcune aree offlimits, come da ordinanza comunale del 2012, per questioni di sicurezza.
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