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Morta dopo la visita in ospedale, il confronto tra medici non ha risolto il mistero
Livorno, dopo il decesso della donna ecco il risultato dell'audit effettuato dalla Asl
LIVORNO. Sono rimasti due ore chiusi in una delle tante stanze dell'ospedale, seduti attorno ad un tavolo, per ripercorrere attimo per attimo, sintomo per sintomo, procedura per procedura. E c'era molta gente in quella stanza: membri della direzione dell'azienda sanitaria e tutti gli undici medici che hanno avuto a che fare con Miriam Daina Palermo durante i due ricoveri.
Sono state spulciate le cartelle, i precedenti clinici della donna, le sue condizioni sia quando è arrivata al pronto soccorso la prima volta, nella notte tra lunedì e martedì, sia quando è tornata martedì pomeriggio. Ma nulla: non è stato riscontrato nessun motivo ben preciso che faccia risalire alle cause del decesso. Per l'Asl 5 quindi, almeno per il momento, le procedure seguite sono state appropriate al quadro clinico che presentava la donna. Serviranno gli esami dell'autopsia, richiesta subito anche dall'ospedale, per poter approfondire queste verifiche così da avere una visione più nitida dell'accaduto.
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L'audit tra i medici coinvolti e la direzione sanitaria si è svolto mercoledì mattina, il giorno dopo la morte di Palermo, con l'intento di capire se e dove è stato commesso un errore.
Il primo passo messo sotto la lente di ingrandimento è stato il primo accesso, avvenuto alle 5, quando la donna presentava febbre, vomito e diarrea. I medici hanno dato il via a una serie completa di esami per risalire all'origine di questi sintomi, ma nessun test ha fatto rilevare delle criticità. L'impressione sul momento quindi è che si trattasse di una gastrite violenta.
Palermo è stata allora sottoposta ad una terapia a base di tachipirina attraverso la flebo ed è rimasta sotto osservazione per sei ore. Alla fine di queste, stando a quanto emerso dall'audit, i sintomi si sono attenuati e per i dottori c'erano tutti i presupposti per la sua dimissione.
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E così hanno fatto. La donna è tornata al pronto soccorso circa due ore dopo, già in arresto cardiaco. A quel punto, le sue condizioni erano disperate. Palermo è stata trasportata subito in terapia intensiva e sottoposta a manovra di rianimazione intensive, scandite da massaggi e altre tecniche. Un ultimo tentativo che non è riuscito comunque a salvarle la vita. Un percorso fluido fino al decesso, che rimane un mistero, stando agli elementi in mano ad ora all'Asl 5. Per questo l'azienda, insieme alla famiglia, ha chiesto da subito l'autopsia, per cercare maggiori elementi che possano ricondurre alle origini della morte di Palermo.
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