Italia
L’ultimo assalto contro il concordato fallisce nella notte
Alle 3.30 i Cinque Stelle bocciano l’atto delle opposizioni consiglio fiume su Aamps tra botta e risposta e proteste
LIVORNO. Un consiglio comunale così forse non si vedeva dai tempi dello scontro sull’operazione Nuovo Centro. Per la verità in quella notte di mezzo autunno del novembre 2007 la discussione infuocata tra le forze politiche andò avanti a colpi di emendamenti fino alle 6 del mattino. Ieri sindaco, assessori e consiglieri non hanno visto l’alba, ma la discussione sul presente e sul futuro di Aamps ha comunque tenuto tutti inchiodati ai banchi del consiglio quasi fino alle 3.30 del mattino. Davanti ai lavoratori assiepati nel salone fino all’ultimo minuto. E anche con un paio di risse sfiorate nelle battute finali tra pubblico e consiglieri.
Il dato è soprattutto uno: per l’ultima volta prima che venga depositata la prenotazione in tribunale, le opposizioni hanno provato in tutti i modi a bloccare la strada del concordato preventivo per Aamps. Ma non ci sono riuscite.
Prima, intorno a mezzanotte, è partito un lungo question time consiglieri-sindaco per cercare di fare chiarezza su alcune partite chiave come l’ingresso in Reti Ambiente, il siluramento del cda guidato da Aldo Iacomelli, l’assunzione dei precari (33 su 39), la nomina dei nuovi manager milanesi e i loro compensi, il ruolo dell’avvocato Lanzalone di Genova che ha presieduto l’ultima delicata assemblea dei soci di Aamps su delega del sindaco (che in quell’occasione è stato presente ma auditore).
Poi è partita la discussione sulle mozioni e le opposizioni hanno ripresentato un atto di indirizzo per stoppare il concordato. Forse sperando che qualche consigliere di maggioranza abbandonasse l’aula “per sfinimento” e i cinque stelle finissero sotto (visto che in consiglio possono contare su un solo voto di scarto, 17 a 16).
L’atto a firma di tutte le forze di opposizione – Cannito (Città Diversa), Raspanti (Bl), Amato (Fi), Caruso (Pd), Pecoretti (Livorno libera), Valiani (Lbc) – definiva il concordato preventivo una «soluzione rischiosa» e impegnava il sindaco a «predisporre un piano di rilancio aziendale escludendo questa opzione». Come? In sostanza vincolando un «parziale aumento di capitale della società all’erogazione della prima tranche finanziaria per permettere ad Aamps di fare fronte agli impegni immediati, all’approvazione del piano industriale e a un contestuale risanamento aziendale», attraverso, ad esempio, un «piano di rientro finanziario con ristrutturazione del debito».
Il sindaco e l’assessore al bilancio, Gianni Lemmetti, non sono tornati indietro di un passo, hanno difeso le loro scelte e il gruppo di maggioranza è rimasto compatto. E anche se in sala c’era qualche palpebra che calava per il sonno, nessuno ha saltato la votazione. L’atto delle opposizioni è stato bocciato: 17 contrari e 15 favorevoli (era assente per lavoro un consigliere del Pd).
In sala non sono mancati momenti di forte tensione, anche con qualche offesa e frase poco istituzionale, per non dire infelice, al di qua e al di là della balaustra, smorzate da scene di tragicomica livornesità. Il momento più delicato, come raccontiamo nel box a fianco, è stato registrato nel finale, con due risse sfiorate nel salone e nei corridoi.
Sul finale si è fatto sentire anche il direttore della Cna, Marco Valtriani, che cappello in testa e occhiali sul naso, dal fondo della sala non le ha mandate a dire a Lemmetti in difesa dei fornitori. Proprio Valtriani ha poi confermato che lunedì le ditte dell’indotto torneranno a riunirsi con i loro legali.
Juna Goti
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