La protesta
I compensi top secret del nuovo cda
Bocciato dalla maggioranza l’atto che chiedeva di fissare una serie di limiti
LIVORNO. L’atto prevedeva di mettere un tetto chiaro ai compensi del nuovo consiglio di amministrazione di Aamps, scongiurando di fatto aumenti rispetto a quanto percepito dall’ultimo cda dell’azienda. Ma la maggioranza a 5 Stelle lo ha bocciato in blocco. Scatenando non poche polemiche tra le opposizioni.
L’atto di indirizzo sui compensi degli amministratori di Aamps votato alle 3.30 del mattino dopo la lunga discussione sul futuro dell’azienda porta la doppia firma di Elisa Amato (Forza Italia) e Marco Valiani (Livorno bene comune). Avrebbe impegnato il sindaco e gli assessori a «mantenere i compensi del cda nei tetti massimi stabiliti dalla delibera della giunta numero 282 del 2014 (quella che ha previsto un taglio del 20% delle indennità degli amministratori delle partecipate, ndr) anche in presenza di ulteriori cariche attribuite ai componenti dell’organo amministrativo al fine di razionalizzare i costi in una fase di crisi aziendale». Chiedeva anche che un eventuale nuovo direttore generale «non percepisca un compenso superiore a quello dell’ultimo direttore di aamps e che venga applicata la stessa riduzione prevista per l’organo amministrativo (80% del compenso 2013)». Oltre a «un compenso forfettario relativamente ai rimborsi spese» dei nuovi manager arrivati da Milano.
L’atto è stato bocciato con 17 no (tutti i 5 Stelle) e 15 sì (tutte le opposizioni).
Sindaco e assessori in consiglio non sono entrati nel merito dei compensi. E anche ieri il primo cittadino ha risposto così al Tirreno: «Non sono compito del cda e della giunta, la questione è demandata al consiglio di amministrazione».
Un altro punto è stato sollevato nel corso del dibattito dalle opposizioni. In particolare dall’ormai ex grillino Giuseppe Grillotti (Livorno libera) che ha accennato ad un presunto aumento della copertura assicurativa che sarebbe stato richiesto dal nuovo cda che ha messo la firma sull’assunzione dei precari e che la metterà sulla richiesta di conrdato («ci si vuole coprire le spalle?», ha detto Grillotti). «Ce l’avevano anche gli altri – controbatte Nogarin contattato dal Tirreno – è una polizza a copertura di un percorso delicato, è normale che chiedano garanzie».
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