Gioco
Bandito armato nella sala slot: cassiera sviene
La minaccia: «Fai alla svelta e dammi i soldi» Poi la fuga in scooter col bottino di 8.500 euro
LIVORNO. «Muoviti, muoviti, dammi i soldi». Le grida dell’uomo hanno ricoperto anche i suoni elettrici della slot machine. «Svelta» ha urlato alla commessa, puntandole una pistola all’altezza del volto. Che fosse un giocattolo o un’arma vera ad ora è impossibile dirlo, perché il bandito non appena insaccato l’incasso della mattinata (circa 8.500 euro) si è dato alla fuga a bordo del suo scooter. Ma quando ti puntano una pistola alla faccia non fai caso se è vera o falsa: senti salire il terrore dalla schiena e basta. Così è successo anche alla cassiera della sala Admiral Club di largo Bellavista, sopraffatta da un malore dopo la rapina che si è consumata intorno alle 15. Si riprenderà del tutto soltanto più tardi, al pronto soccorso, dove i volontari della Misericordia l’hanno trasferita per accertamenti.
E mentre la ragazza, una trentenne, si stava lentamente riprendendo all’ospedale dopo il malore, nella sala slot restano soltanto i poliziotti della scientifica a cercare qualsiasi indizio utile per risalire al rapinatore. Gli agenti puntano soprattutto sui video delle telecamere di sorveglianza: non solo quelle dell’Admiral, ma anche quelle dei negozi nella zona di piazza Mazzini. Alla fine salterà fuori un fotogramma, in cui si vede un uomo in sella ad uno scooter modello Sh nero col cupolino bianco e una parka verde scuro. Un’immagine che in pochissimi minuti fa il giro di tutte le volanti, dando il via alla caccia all’uomo.
A parte quei video, però, le piste da seguire per sono poche. Forse, alcuni altri dettagli, come le impronte delle scarpe lasciate sul pavimento o la parlata, sicuramente italiana. L’hanno spiegato chiaramente i dipendenti e i clienti che ieri pomeriggio erano nella sala slot intorno alle 15. Data l’ora, gli scommettitori presenti non sono poi molti. Ognuno è davanti alla propria macchinetta quando all’improvviso entra un uomo nascosto dentro al casco integrale grigio con in mano una pistola, che tiene ben ascosta finché non si ritrova faccia a faccia con la cassiera. Si dirige velocemente verso di lei e una volta al bancone le punta l’arma contro, ordinandole di tirar fuori tutti i soldi che ha in cassa. All’incirca si tratta di 8.500 euro: l’incasso della mattinata.
Lei esegue, terrorizzata, e il bandito messo insieme il malloppo torna in sella al suo scooter e si lancia in fuga in direzione di piazza Mazzini, riuscendo a fare perdere le proprie tracce. Intanto scatta l’allarme e nella sola scommesse arriva sia la polizia che la Misericordia: la cassiera infatti si sente male e resta sotto choc per quella pistola puntata alla faccia e avrà bisogno delle cure dei sanitari, che la porteranno anche all’ospedale, dove più tardisi riprenderà del tutto.
I militari invece si dividono il lavoro: una parte degli agenti va in cerca dei video delle telecamere di sorveglianza, dell’Admiral e non solo, gettandosi poi alla ricerca del rapinatore non appena fissato in un’immagine; la scientifica, poi, resterà all’interno della sala, subito chiusa al pubblico, in cerca di qualsiasi indizio utile. Resterà dentro oltre un’ora dopo l’accaduto, per essere certa di non aver tralasciato nulla.
Con questi elementi, le indagini vanno avanti cercando il volto che si nasconde dietro quel casco integrale. Non è la prima volta però che l’Admiral club di largo Bellavista viene presa di mira dai rapinatori. Basta risalire alla fine di ottobre, quando è andato in scena lo stesso identico copione: un uomo nascosto dietro ad un casco integrale, una pistola, un bottino da circa 8.500 euro. Solo l’orario è differente: ad ottobre il bandito è entrato a mezzanotte, ieri in pieno giorno. E anche questo è un elemento al vaglio degli investigatori.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
