Gioco
Un altro consiglio caos tra indotto Aamps e famiglie occupanti
La seduta ancora una volta viene sospesa (per 10 minuti) Nogarin: «La storia del commissariamento è una bischerata»
di Juna Goti
LIVORNO
Le assunzioni dei 33 lavoratori precari (su 39) firmate ieri mattina come promesso dal nuovo cda di Aamps non hanno rasserenato il clima. Ieri sera, in notturna, è andato in scena un tesissimo consiglio comunale che si è aperto proprio con i lavoratori dell'azienda dei rifiuti che hanno mostrato cartelli con la scritta "Aamps è dei livornesi, no al concordato".
Ed è sfociato in una rumorosa sospensione intorno alle 23.30, quando dal fondo della sala hanno iniziato a gridare all'indirizzo della giunta le famiglie che negli ultimi giorni hanno occupato nuove strutture pubbliche della città.
Su Aamps, in apertura, Nogarin ha confermato - «finalmente» ha sottolineato - la firma dei 33 contratti a tempo indeterminato, «che era uno dei primi obiettivi del cda, che sta lavorando alacremente anche con l'indotto». Dal fondo proprio uno dei fornitori grida: "Alacremente? Ma se non ha parlato con nessuno di noi…".
In municipio, oltre a molti lavoratori Aamps, alle famiglie che hanno occupato l'asilo "Fratelli Cervi" e ai genitori dei bambini dell'asilo e del centro di via San Gaetano, si vedono anche il direttore della Cna, Marco Valtriani, e alcuni fornitori.
Le opposizioni vanno subito all'attacco. Marco Valiani (Lbc) dice che le 33 assunzioni «non sono una vittoria perché lo stesso atto di indirizzo votato a dicembre dal consiglio parlava di assunzione di tutti i precari, ne avete lasciati indietro sei». Dal pubblico una battuta: «Stasera manca il sindaco… l'avvocato Lanzalone». Nogarin è visibilmente scocciato, si alza, poi si risiede.
Riprende il dibattito. Anche Elisa Amato (Fi) chiede perché sei lavoratori sono rimasti fuori, ma soprattutto dice di sperare che «la stabilizzazione sia stata fatta rispettando tutte le norme, in modo che in futuro i lavoratori non possano essere danneggiati, perché siamo preoccupati delle parole dei revisori dell'azienda». Punto su cui batte anche Pietro Caruso del Pd («mi auguro che non ci sia la cosiddetta illegittimità conseguente»), che poi allo stesso tempo dice: «C'è stato uno spreco, perché se fossero stati assunti entro il 31 dicembre 2015, ci sarebbe stato un risparmio di 1,2 milioni». Marco Cannito (Città Diversa) ironizza sui richiesti pareri legali "gratis", mentre sia Andrea Raspanti (Bl) che l'ex grillino Alessandro Mazzacca (Livorno libera) mettono in evidenza che per alcune scelte chiave «non c'è l'istruttoria degli uffici comunali».
Valiani prova a riaccendere la miccia: dice al sindaco che «siete stati commissariati da Casaleggio». E rivolgendosi al cinque stelle Alessio Batini: «Aveva detto che si sarebbe dimesso se tutti i lavoratori non fossero stati salvati entro il 31 dicembre. Siamo a fine gennaio e sei non sono stati stabilizzati. Se lei è un uomo - è la frase che lascia andare al microfono - mantenga le promesse». Batini lascia correre.
Quando il sindaco riprende la parola sottolinea che : 1) «Come nel caso delle farmacie, c'è stata un'attenta analisi che ha dimostrato che la partecipata avrebbe avuto un vantaggio nello stabilizzare»; 2) «La stabilizzazione degli altri sei lavoratori (per ora i contratti sono stati prorogati a tempo determinato, ndr) potrà sempre avvenire in fase di concordato, a oggi non si sono create le condizioni perché l'ufficio partecipate del Comune potesse dare risposte positiva».
«E' un fatto - rivendica di fronte al rumoreggiare della sala - che questi lavoratori precari lo sono da tempo e solo questa giunta li ha stabilizzati». «La storia del commissariamento - chiude poi rispondendo a Valiani - è una bischerata, abbiamo deciso di compiere gli atti in piena consapevolezza».
L'agitazione nella sala resta però palpabile, le tensioni fuori e dentro Aamps sembrano essere cresciute. «Ti mando i miei dieci operai e rispondi a loro», grida un fornitore. Ma è con alcune famiglie occupanti che si accende la miccia. Così intorno alle 23.30 la presidente Cepparello è costretta a sospendere il consiglio. Quando la discussione riprende con un serrato question time sindaco-consiglieri su Aamps è già quasi mezzanotte. «Mi hanno riferito che una persona dal pubblico ha fatto gesti minacciosi - premette Cepparello - questo non si può fare…». Poi glio la seduta va avanti fino a notte fonda.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
