Il Tirreno

Livorno

Notte di tuffi per i giorni della Merla

Carlotta Nigiotti
Il bagno notturno (Marzi/Pentafoto)
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Il bagno notturno (Marzi/Pentafoto)

Livorno, dopo Natale e di Capodanno, gli appassionati hanno colto l'invito del gruppo "Gli Amici del Gabbiano" per un bagno in notturna, tra risate e battute: «il prossimo anno andiamo in Finlandia»

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LIVORNO. Continuano i nostri tuffatori temerari a lanciare sfide. Di fronte alla natura mainstream, loro si rimboccano le maniche e dopo il tuffo di Capodanno ed il tuffo della Befana, i Bravehaert dalle infradito sgargianti avanzano con il tuffo in notturna. È un amore antico e profondo quello che lega Livorno al suo mare e da bravi amanti è sempre protagonista assoluto. L’occasione si fa succulenta per la tintarella di luna. Così, in circa venti si sono detti «Perché non fare il tuffo in notturna?» e la voglia in un men che non si dica si è fatta tanta che nessuno ha potuto rinunciare.

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L’idea è nata dal gruppo “Gli amici del Gabbiano” che si sono dati così appuntamento nel giorno della Merla. Spiegano: «È consuetudine che i tre giorni della Merla siano i più freddi dell’anno, anche se oggi siamo stati sfortunati con questi 15°, ed abbiamo organizzato il tuffo di sera in questi gironi apposta, come sfida». Una sfida ben accettata da Milo Simoncelli: «È il giorno più freddo dell’anno e con questo tuffo dimostriamo di essere forti, rodati». «Si va in Finlandia il prossimo anno» scherzano dietro.

Ed anche da Graziella Lunghi e Maria Guarina che ironizzano: «Sfidiamo gli elementi; il mare, la terra e le nuvole, in tal caso il freddo». E Graziano Pedani: «Ogni volta che ci tuffiamo, ci sentiamo più giovani… per lo meno lo crediamo» e controbatte un amico: «Io ho già perso vent’anni». C’è poi chi al tuffo notturno trova una scorciatoia amarcord, come Tino Moja: «Il bagno di sera mi ricorda il 1919 quando a Roma feci, assieme ai miei compagni di classe, il tuffo la notte prima degli esami di maturità; è stata un’emozione bellissima».

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