Toscana
Morta dopo le dimissioni, indaga la Procura
Il sostituto procuratore Tenerani ha bloccato la salma, oggi l’incarico per eseguire l’autopsia
LIVORNO. La morte di Miriam Daina Palermo, la donna di 49 anni deceduta martedì due ore dopo le dimissioni dall’ospedale di Livorno, è finita sulla scrivania del pubblico ministero di turno Antonella Tenerani. Troppi i dubbi sia dei familiari che della stessa Azienda sanitaria per non volerci vedere chiaro, accertare le cause del decesso ed eventuali responsabilità.
Ecco perché già nella mattina di ieri il pm dopo aver parlato con la polizia che sta seguendo il caso, ha deciso di sequestrare la salma sulla quale la Asl aveva già deciso di eseguire l’autopsia.
Adesso così la responsabilità è passata all’Autorità giudiziaria e i tempi si allungheranno leggermente per la restituzione della salma alla famiglia.
«Non possiamo permetterci di tralasciare niente», è l’unica frase che trapela da chi indaga.
Ecco perché lo stesso pubblico ministero questa mattina, dopo aver letto gli atti e soprattutto la cartella clinica della quarantanoveenne, farà partire gli avvisi di garanzia nei confronti dei medici che hanno visitato e dimesso la donna.
L’ipotesi sarà di omicidio colposo e l’iscrizione dei medici - come spiegano dalla procura - è una garanzia per gli stessi indagati che potranno nominare un loro perito che potrà assistere all’autopsia.
Secondo la ricostruzione dei parenti della donna confermata in buona parte dalla Asl la donna è arrivata in ospedale con febbre, nausea e diarrea: i medici allora l’hanno sottoposta a tutti gli accertamenti, le hanno fatto un’ecografia e le hanno somministrato delle flebo di tachipirina. A mezzogiorno di martedì, poi, i medici decidono di dimettere la donna, che se ne torna nella sua casa in via Della Maddalena senza bisogno dell’ambulanza. Una volta nel suo appartamento però la 49enne sta di nuovo male: non sono passate neanche due ore da quando è uscita dall’ospedale. Questa volta i dolori la colpiscono al petto e sono molto violenti, talmente tanto da farla accasciare: il compagno la stende sul letto e le pratica il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, aspettando i soccorsi.
L’ambulanza arriva nel giro di cinque minuti e una volta praticate le prime cure sul posto la trasferiscono d’urgenza di nuovo al presidio livornese. A questo punto. «Il quadro clinico si è rapidamente evoluto, portando ad un deterioramento delle condizioni» spiega l’Asl.
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