Gioco
Molesta 2 ragazzine all’uscita del liceo: arrestato un 29enne
Nei guai un profugo: per giorni le ha attese fuori da scuola sbarrandole la strada, strattonandole e tormentadole al cellulare
LIVORNO. Un giorno l’ha vista e da allora ha iniziato a desiderarla. In modo brutale, ossessivo. Aspettandola ogni mattina fuori dai portoni del liceo Niccolini-Palli, in via Maggi, mentre lei, appena quattordicenne, tornava a casa insieme ad una amica e compagna di classe.
Lui, Alex Isiweli, di anni ne ha 29, trascorsi in buona parte in Nigeria, sua terra natale, prima di attraversare il deserto, il Mediterraneo e arrivare all’hotel 4 Mori di viale Carducci, dove era ospitato come profugo in attesa dello status da rifugiato, fino a quando mercoledì è stato portato in carcere, accusato di violenza privata, atti persecutori, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.
La storia inizia alcuni giorni fa: dopo essere uscita da scuola la ragazza insieme all’amica si accorge di un uomo che la fissa. Il giorno dopo la scena si ripete, così come il giorno dopo ancora. Fino a quando Isiweli avvicina la ragazza e le chiede il numero di telefono, ricevendo un rifiuto. Lui però insiste: non accetta il no e le insegue, le blocca sbarrando alle due amiche la strada. Alla fine, una delle due ha un’idea: dare all’uomo un numero fasullo. Il nigeriano però capisce che si tratta di un falso e si infuria: si mette nuovamente davanti a loro, sul marciapiede, e impedisce ad entrambe di riprendere il cammino verso casa. Non le molla: sta fermo e insiste con modi sempre più bruschi per avere quel numero di cellulare.
Le due ragazzine, terrorizzate, cedono, sperando che la storia finisca lì. Ma non è così: il giorno dopo, al suono dell’ultima campanella, il 29enne è di nuovo davanti ai portoni del liceo e di nuovo avvicina le due 14enni e pretende di parlare con la studentessa di cui si è infatuato. Le due ragazze riescono a fuggire e arrivano a casa, dove finalmente raccontano ai genitori l’incubo che stanno vivendo da alcuni giorni.
Il tormento cresce: nel pomeriggio il telefono della ragazza squilla, in continuazione. Dopo un po’ è lei a rispondere. Mette giù, dicendo all’uomo di non importunarla. Ma il cellulare suona ancora. Stavolta risponde il padre.
Non contento l’uomo continua a chiamare e allora è la madre della ragazza a parlargli, a dirgli di farla finita, di lasciare in pace loro figlia, di non avvicinarsi più a scuola, perché verrà denunciato ai carabinieri.
Lui però insiste e i genitori decidono di rivolgersi ai militari di viale Fabbricotti. E’ mercoledì quando gli uomini del nucleo operativo in borghese si appostano davanti al liceo.
Alle 13, puntuale, il terribile copione si ripete: quando le due ragazze escono, Isiweli inizia a seguirle a passo svelto. Le studentesse cercano di mettersi al sicuro entrando in un bar, ma l’uomo allunga un braccio cercando di afferrarle. E’ il momento per i carabinieri di entrare in azione: il 29enne anziché fermarsi, cerca però di divincolarsi e quando i militari lo bloccano si ribella, li spintona mandando un carabiniere a sbattere contro gli sgabelli del bar e ferendolo ad una gamba. Alla fine l’uomo viene fermato e portato in caserma, in stato di arresto con accuse pesanti a suo carico.
(a.f.)
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