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La cooperativa: «il primo problema è la villetta invenduta»
Livorno, l'ex guida della cooperativa edilizia Uil Casa: non abbiamo chiesto noi il fallimento
LIVORNO. Le famiglie che hanno investito nelle palazzine di Uil Casa in via Romiti ora rischiano di perdere tutto, o di dover rimettere mano al portafogli dopo anni di sacrifici e attese. Hanno già versato gran parte di quanto avevano pattuito all’inizio, la cooperativa nel frattempo è fallita, si sono ritrovate un’ipoteca della banca sulla casa che hanno fatto costruire e nella quale vivono, ma che agli atti non è loro. Non può sorprendere, quindi, che oggi cerchino la via d’uscita meno dolorosa possibile e che, mentre chiedono aiuto, chiedano anche dove sono finiti tutti i loro soldi.
Lo abbiamo chiesto a Riccardo Luschi, che fino a poche settimane fa ha guidato la cooperativa edilizia Uil Casa. «È stato nominato un curatore fallimentare, penserà a tutto lui, la situazione è delicata, in questo momento non voglio aggiungere altro», ha risposto in prima battuta al Tirreno.
Subito dopo però ha voluto sottolineare che «non siamo stati noi a chiedere il fallimento» e che «mi sono dato da fare per sistemare le cose fino a quando non è arrivata l’istanza di fallimento».
Ok, ma le famiglie hanno davvero versato quasi la totalità del valore delle case? Perché in banca c’è un mutuo di oltre 800.000 euro? «È vero che hanno fatto i versamenti – controbatte Luschi – ed è vero che ci sono 800.000 euro di mutuo, ma c’è anche una villetta non venduta». «Dove vuole che siano andati i soldi? – ribatte – Sono andati nei conti della cooperativa che ha pagato quello che doveva pagare. Il primo motivo per cui mancano – ripete – è che non è stata venduta un’abitazione».
Luschi mette l’accento sulla crisi generale dell’edilizia, sulle peculiarità del Borgo di Magrignano, e per ora non vuole aggiungere molto, salvo sottolineare che «fino alla scorsa estate abbiamo collaborato con i legali di queste famiglie e abbiamo intavolato un percorso con la banca per risolvere la situazione. Poi, però, è sopravvenuta un’istanza di fallimento». In che contesto? La vicenda è complicata e si intreccia con quella di altre realtà. Si sa però che nell’ultimo anno la procura – dopo l’inchiesta fatta più di dieci anni fa (lo stesso Luschi era stato indagato ma poi era uscito senza conseguenze dalla vicenda giudiziaria) – sarebbe tornata a puntare i riflettori su Salviano 2 e su alcune coop. (j.g.)
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