Gioco
Cotunav non può scaricare al Molo Italia
Dalla commissione consultiva di Port Authority arriva l’alt allo spostamento dei traffici nelle aree in concessione a Scotto
LIVORNO. Il Molo Italia è destinato alla movimentazione dei prodotti forestali e non può essere stabilmente usato per altre tipologie di traffico. Lo ha ribadito ieri mattina la commissione consultiva dell’Autorità Portuale che si è riunita per trattare della questione Cotunav-Scotto e ha espresso il suo parere basandosi su due principi che ha ritenuto cardine: il rispetto delle regole e la coerenza con gli strumenti di programmazione del porto.
Dunque? Dunque Cotunav dovrà scaricare altrove. Il che - ha paventato qualcuno durante la commissione - potrebbe addirittura convincere la compagnia di stato tunisina a lasciare Livorno, magari per Carrara. Voci, per ora. Che non hanno comunque spostato di una virgola la posizione finale della commissione consultiva.
«E’ il piano regolatore portuale, approvato l'anno scorso, che prevede di concentrare i rotabili nelle aree del porto industriale della Darsena Inghirami (oggi assegnata in concessione a Ltm) e della prima metà della sponda ovest del Canale industriale, fino al limite delle aree in concessione a Sintermar», ha ricordato la commissione.
«La filosofia del Prp - ha dichiarato il segretario generale della Port Authority, Massimo Provinciali - è quella di spostare il traffico dei rotabili nelle zone periferiche del porto e decongestionare così il Varco Valessini e la viabilità interna. È quindi evidente l'incompatibilità con tali previsioni di un traffico extra-Schengen che genera oltre 14mila trailer all'anno».
Trailer, ma non solo. Anche contenitori, 8500 teu l’anno, dunque circa 6000 container, che sono una cifra considerevole. E che aveva portato la Cotunav a disdire il contratto con quello che era il suo terminalista di riferimento, Ltm, decidendo di rivolgersi al concessionario Scotto, che opera sul lato nord del Molo Italia, per le operazioni portuali di sbarco/imbarco, nella necessità - è stato spiegato da Francesco Scali, numero uno di Austral, l’agenzia che rappresenta la compagnia tunisina a Livorno - di un operatore che garantisse una gru a banchina e fosse in grado di lavorare sia sul fronte dei camion che su quello dei contenitori. E Giorgio Neri è l'unico che ci ha dato queste garanzie».
In questo cambio di agente, e di banchina, l’Autorità portuale si è trovata davanti al fatto compiuto. Oltreché al centro di una contesa tra la Ltm di Renzo Conti - che ha perso il traffico - e la Scotto di Giorgio Neri - che invece se l’è aggiudicato e l’ha portato al Molo Italia in quanto merci varie.
La commissione consultiva di palazzo Rosciano, dopo un vivace scambio di idee, ha deciso che la strada da seguire fosse quella del rispetto delle regole e ha ricordato che il Molo Italia non può essere utilizzato per lo scarico di rotabili.
Fine della storia? Assolutamente no. Perché sia Ltm che Scotto passeranno alla controffensiva. La prima per recuperare il traffico e reintegrare i sette esuberi dichiarati proprio negli ultimi giorni, l’altro per far valere un diritto che ritiene evidentemente valido. In ballo d’altra parte c’è il traffico di una compagnia (di Stato), cliente storico del porto di Livorno, che scala con frequenza bisettimanale (ogni mercoledì e sabato) che vale, come dicevamo, 14mila mezzi commerciali e 8200 teus in import/export.
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