Il Tirreno

Livorno

«Più minacce da Onorato più navi per la Sardegna»

di Giulio Corsi
«Più minacce da Onorato più navi per la Sardegna»

Grimaldi junior: i contributi pubblici favoriscono la concorrenza sleale Le nostre linee fanno invece risparmiare autotrasportatori e passeggeri

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INVIATO A OLBIA. Si combatte sulle banchine livornesi la guerra sempre più aspra in atto tra due dei più importanti gruppi italiani di navigazione. L'avevamo scritto quando a inizio gennaio il gruppo Grimaldi annunciò la partenza della nuova linea Livorno-Olbia e ieri l'armatore Guido Grimaldi l'ha confermato candidamente incontrando la stampa a bordo dello Zeus Palace, una delle ammiraglie della flotta napoletana, che è stata scelta per contrastare l'egemonia per la Sardegna dei traghetti e dei cargo di Moby e Tirrenia: «E' a fronte delle pressioni avanzate dal signor Onorato che questa linea è nata. E ne nasceranno sempre di più. L'equazione è semplice: più minacce arriveranno, più linee per la Sardegna lanceremo». Oggi, tanto per gradire, verrà inaugurato il servizio diretto Livorno-Cagliari, a cui sarà destinato l'Eurocargo Istanbul, con una capacità di carico di 200 rimorchi e mezzi pesanti. Partenze martedì, giovedì e sabato a mezzanotte con arrivo nel capoluogo sardo alle 18 del giorno dopo.

Se Livorno è il principale campo di battaglia sul lato del continente - ma va ricordato che un fronte è stato aperto anche a Civitavecchia col ripristino da parte di Grimaldi del collegamento ro-pax con Porto Torres - il target su cui l'armatore partenopeo ha deciso di sbaragliare il quasi monopolio di Onorato è globale: sia passeggeri che cargo. «Il nostro obiettivo è arrivare a servire il 50% di tutto il mercato sardo - sottolinea Grimaldi - Oggi copriamo il 25% sul fronte delle merci. Per un gruppo che è il primo al mondo nel settore dei ro-pax, il 50% totale è un punto di approdo naturale». Parole che suonano come un assalto vero e proprio a quella che storicamente è stata una torta spartita tra Moby e Tirrenia e che dopo l'unione dei due marchi è diventata regno assoluto di Onorato.

Non è un caso che proprio la linea Livorno-Olbia verrà potenziata questa estate con altri due eurocargo, in modo da destinare lo Zeus Palace principalmente ai passeggeri. E non è escluso, in alta stagione, anche l'inserimento di un'altra nave sorella in spola quotidiana. Da ottobre del 2015 - quando le tensioni tra i due gruppi armatoriali si sono fatte più tese culminando il mese successivo nell'uscita di Onorato da Confitarma, la confederazione degli armatori di cui Manuel Grimaldi è presidente - il gruppo partenopeo ha aperto una serie di nuove "strade" per la Sardegna, toccando Cagliari anche da Genova e Palermo con frequenze almeno quadrisettimanali.

In questi pochi mesi l'entrata sulle rotte sarde di Grimaldi è stata dirompente: non solo per il numero di navi destinate, ma anche, soprattutto per gli impatti tariffari, il tema più sensibile per la clientela. E' su quel tavolo che ha deciso di giocare la sua battaglia l'armatore napoletano: «Le nostre linee faranno risparmiare 150 milioni di euro - dice Guido Grimaldi - Il mercato dei collegamenti con la Sardegna per le compagnie di navigazione vale 500milioni di euro l'anno in termini di noli marittimi e prezzi dei biglietti. Le politiche che stiamo conducendo hanno già portato e continueranno a portare alle società di autotrasporto e ai passeggeri una riduzione dei costi dell'imbarco del 40% rispetto ai prezzi praticati dal monopolista fino al nostro avvento».

Grimaldi junior elenca le promozioni ideate per la Sardegna (ne parliamo in un altro pezzo), e poi entra nel cuore politico della diatriba con Onorato, lanciando al patron di Moby e Tirrenia un altro dardo avvelenato: «In un momento in cui il prezzo del carburante è favorevole, stiamo dando al mercato risposte importantissime e dimostrando che i 70 milioni di convenzione sono totalmente inutili. E' bene sottolineare che oggi noi abbiamo una redditività positiva dopo aver tagliato del 35, 40% le tariffe, significa che facciamo soldi lo stesso e che non stiamo facendo dumping. Se oggi guardiamo il numero totale di linee coperte da Grimaldi e da altri operatori è palese che assicuriamo la continuità territoriale da e per tutta la Sardegna".

«La cosa ancora più grave - aggiunge Grimaldi - è che questi contributi favoriscono una concorrenza sleale verso chi fa azienda con efficienza. Gli abusi di posizione dominante del monopolista che si sono registrati di recente nei confronti di alcuni autotrasportatori per non far imbarcare i loro mezzi sulle nostre navi devono essere portati all'attenzione del ministro, il quale deve essere consapevole delle politiche ostruzionistiche che sono state fatte. Sono fiducioso che le istituzioni faranno il loro lavoro e sicuro che con il prezzo del carburante ai minimi storici si comprenderà che i contributi sono totalmente inutili. Quei 70 milioni pubblici possono essere risparmiati. Proprio la Cin nel 2009 disse che i contributi erano un privilegio feudale che ponevano l'Italia fuori dall'Europa. E nel 2008 fu il signor Onorato a dire: "Non vedo ragione per cui lo stato debba spendere denaro pubblico per sovvenzionare collegamenti che il privato già applica". Ecco, signor Onorato, io sono d'accordo con lei».

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