Il Tirreno

Livorno

«Il Comune sospenda la chiusura del parcheggio»

di Enrico Paradisi
«Il Comune sospenda la chiusura del parcheggio»

Piazza Benamozegh, gli avvocati di Mattei Parking scrivono al municipio «C’è da trent’anni, prima tutte le verifiche, siamo pronti a rivolgerci al Tar»

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LIVORNO. «Ho inviato due giorni fa una raccomandata per posta elettronica digitale con cui abbiamo chiesto la sospensione del provvedimento di chiusura del parcheggio, in via di autotutela, in attesa di una verifica sulle irregolarità edilizie». A parlare è Ugo Boirivant, l'avvocato di Mattei Parking, i gestori del parcheggio Aci di piazza Benamozegh che due giorni fa hanno ricevuto la notifica di sospensione dell'attività dal Comune.

«Ora vediamo cosa ci rispondono – ha aggiunto Boirivant – Ci auguriamo che venga accolta questa richiesta, perché non ci sembra ci siano motivi di urgenza e di ordine pubblico tali da chiudere un parcheggio, manu militari, che lavora da oltre trent'anni. Se così non fosse, non ci rimarrà che fare ricorso al Tar e chiedere la sospensiva dell'immediata esigibilità del provvedimento».

Erano molto amareggiati ieri mattina i gestori, due nuclei familiari, che dal 1990 si sostengono con l'attività di piazza Benamozegh. Un parking, che "buca" la ztl e permette di raggiungere il centro città con l'auto anche a chi non è residente. Sono molti infatti, non solo i soci Aci (i soci hanno tariffe ridotte) che vengono anche da fuori Livorno ad usufruire del parcheggio che serve oltre a banche e poste centrali, moltissimi negozi della zona e il Mercato centrale. Dipende dai giorni, ma in media c'è una rotazione di 300 veicoli su una novantina di posti disponibili.

Un posteggio che lavora da almeno 45 anni e che rischia la chiusura per irregolarità edilizie su alcune costruzioni che insistono sulla piazza, il gabbiotto e alcune transenne, e sulla stessa superficie occupata dall'attività che in parte è di proprietà Aci e in parte di proprietà comunale, ma sulla quale non risulterebbero le relative concessioni.

La questione è molto complessa, anche perché per ricostruirla e capire da dove si sia originata si deve viaggiare a ritroso nel tempo setacciando gli archivi degli uffici comunali alla ricerca di documentazione vecchia di venti o trent'anni. «Le verifiche sono ancora in corso, ma è una vicenda da vedere in tutta la sua interezza – ha spiegato Riccardo Pucciarelli, comandante della polizia municipale – ci sono da valutare profili edilizi, aspetti relativi alla tipologia di attività di parcheggio e profili fiscali. Si tratta di approfondire sia l'aspetto autorizzatorio dell'attività, che quello che riguarda la proprietà del terreno. Una parte è privata, ma una parte risulterebbe pubblica e su questo sono in corso gli accertamenti del nucleo antievasione».

Insomma le problematiche che portano a una definizione sospensiva dell'attività devono essere analizzate tutte insieme. In questo senso la "scia" (segnalazione certificata di inizio attività) presentata a novembre scorso dai gestori, per il momento resta in sospeso in attesa di sapere che cosa avviene sulla parte edilizia.

Proprio su questi ultimi aspetti risulta una richiesta di condono pendente che risalirebbe al 2003, come conferma il dirigente del settore sviluppo territorio Simone Pedonese: «Siamo stati chiamati a fare un sopralluogo insieme ai vigili per effettuare le misurazioni e verifiche: dal controllo dei titoli edilizi, è emerso un condono pendente, che abbiamo preso in carico iniziando l'iter dell'istruttoria con l'avvio di procedimento per il diniego, perché a parer nostro da quello che ci era stato presentato non si poteva arrivare al rilascio». A seguito di questa nota dell'amministrazione, l'Aci ha presentato una memoria scritta per cui sarà necessaria una ulteriore istruttoria, a conclusione della quale si potrà sapere se il condono potrà essere rilasciato o se sono valide le considerazioni che ha contestato l'ufficio e quindi procedere al diniego. «Tutte le altre questioni che attengono all'attività esulano dalle mie competenze – ha concluso Pedonese – per cui non solo non me ne sono occupato, ma non le conosco».

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