Italia
«Faremo il 40% di traffici in più»
L’armatore promette che non ci saranno ritocchi a danno dei lavoratori
OLBIA. Il radar di Grimaldi sono puntati sempre più sul porto di Livorno. Se il primo, vero segnale del ritorno di interesse dell'armatore napoletano è datato estate 2014, con l'acquisizione del 25% di Sintermar dopo l'uscita della famiglia D'Alesio e la conquista di un posto nel salotto buono delle nostre banchine in un business da condividere con i Neri in alleanza stretta con i Fremura, da allora il focus di Grimaldi sul nostro scalo è stato crescente. Non solo le nuove linee ro-pax e solo-cargo per la Sardegna inaugurate in questi giorni e la rotta trisettimanale Livorno-Palermo per merci e passeggeri lanciata lo scorso settembre, non solo la partita a scacchi su Seatrag, non solo il piano di scalata di Porto 2000 in partnership con Costa (e in contrasto, tanto per cambiare, con Onorato e Moby, oltreché con altre due maxi-alleanze di livello mondiale), non solo l'endorsment (più o meno velato) per Nicoletta Batini come proprio candidato alla guida dell'Autorità Portuale nei mesi precedenti la scadenza del mandato del presidente Gallanti, poi confermato nelle vesti di commissario. Dietro a questa presenza sempre più ingombrante nel nostro porto, c'è l'idea di fare di Livorno uno dei nuovi quartier generali del gruppo, ancor più snodo strategico delle autostrade del mare e del dominio di Grimaldi nel Mediterraneo.
Guido Grimaldi, direttore corporate short sea della compagnia, terza generazione dell'armatore partenopeo, non svela le strategie sul tavolo ma dice chiaramente che "Livorno diventerà uno dei più porti più importanti per la nostra compagnia». Le prospettive «sono grandi» e non in un futuro lontano, quando magari la Darsena Toscana diventerà il regno dei ro-ro grazie allo spostamento dei contenitori sulla Piattaforma Europea, «ma già nel 2016».
«Dal nostro arrivo in Sintermar abbiamo triplicato gli imbarchi, il partnerariato con Fremura è solido, il subentro in Seatrag è stato positivo e permetterà continuità - dice Grimaldi -. Puntiamo su Livorno e vediamo orizzonti di crescita dei nostri traffici per quest'anno del 40%. Sulla linea Livorno-Valencia, dove il trasporto di olio che è preponderante ha avuto una forte riduzione nell'ultimo anno, prevediamo quest'anno un recupero totale».
Se i rotabili rappresentavano finora il business principale di Grimaldi nel nostro porto, ora il mirino si è spostato anche sul traffico passeggeri, come dimostra la nascita della linea quotidiana Livorno-Olbia effettuata dal ro-pax Zeus Palace, e della Livorno-Palermo, lanciata nel settembre 2015 con partenze tre volte a settimane del traghetto Europalink.
«Il 95% della nostra attività su Livorno è rappresentato dai cargo, che rimarranno core , ma a cui abbiamo intenzione di affiancare il mercato dei passeggeri - continua Grimaldi -. Anche per questo prevediamo di inserire durante l'estate due eurocargo nel collegamento con Olbia, simili all'Eurocargo Istanbul che (da ieri, ndr) farà la spola Livorno-Cagliari con capacità di carico di 200 rimorchi e 2800 metri lineari». L'obiettivo è chiaramente dare sfogo al traffico merci sui ro-ro e lasciare spazio sul ro-pax a quello dei passeggeri.
Tutto questo avrà una ricaduta positiva anche a livello occupazionale? E' la domanda che da un po' di tempo si fanno i sindacati. Grimaldi dà una risposta chiara: "Dal punto di vista occupazionale si tratta di una grande opportunità. Nella nostra espansione sulla Sardegna non abbiamo ritoccato nulla ai lavoratori portuali, anzi stiamo creando nuovo indotto. A Cagliari abbiamo dati certi che è aumentata l'occupazione grazie alle nostre nuove linee, la stessa cosa accadrà a Olbia. La sana concorrenza creerà nuovi posti lavorativi, statene certi". Il finale è con un elogio ai lavoratori di Seatrag: «Sono stati eccezionali, siamo contenti che siano stati riassorbiti tutti».
(giu.co)
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