Il Tirreno

Livorno

Esposto dei genitori contro gli occupanti

di Alfredo Faetti
Esposto dei genitori contro gli occupanti

Dopo le tensioni di ieri all’asilo di via Toscana, le famiglie decidono di tenere i bambini a casa e di rivolgersi alla Procura

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LIVORNO. È stato un crescendo, per tutto il giorno. La discussione ieri mattina, con tanto d’intervento della polizia, poi i faccia a faccia con preside e Comune, infine la rottura. «Non è garantita la sicurezza dei nostri figli» tuona in serata il Comitato Genitori, annunciando che questa mattina non farà entrare i settantacinque bambini alla scuola materna di via Toscana. Non solo: sta preparando anche un esposto da presentare in Procura, contro l’occupazione da parte di due famiglie dell’ex sede della Municipale. Stanze che sono direttamente collegate con la scuola, visto che rientrano sotto lo stesso tetto, e su cui il Comune ha annunciato a suo tempo un progetto per rimetterle a norma così da allargare l’attività didattica.

È proprio questo il punto su cui battono i genitori: la sicurezza. Ex sede e materna sono collegate da una porta, per cui, secondo il Comitato, chiunque potrebbe entrare in qualsiasi momento nelle aule riservate ai bambini. Inoltre, nella notte tra martedì e ieri, c’è stato un vero via vai di gente tra le stanze occupate, che ha fatto crescere nelle mamme il timore che le due famiglie possano cercare di stabilirsi lì, magari installando - per esempio - un impianto a gas rudimentale e quindi pericoloso. «Niente di tutto questo» assicurano le otto persone ad oggi dentro l’ex sede della Municipale: il via vai erano amici e parenti arrivati in via Toscana per portare cibo, coperti e altri oggetti utili, ma nessuno ha in mente di azzardare qualcosa che possa essere pericoloso. Gli occupanti lo hanno spiegato anche alla polizia, quando intorno alle 9 è arrivata davanti alla scuola, allertata per degli attriti che si erano venuti a creare: da una parte la disperazione degli occupanti, dall’altra la preoccupazione dei genitori. Tra i primi ci sono due bambini, una donna in stato interessante e gente che è stata sopraffatta dalle difficoltà della vita e della crisi economica; tra i secondi, settantacinque mamme che ogni mattina portano i propri figli in quella materna che ora non vedono più sicura per i piccoli.

Le stanze collegate, il via vai notturno, l’idea che qualcuno possa mettere mano agli impianti della struttura: sono stati questi i cardini di una polemica che ha portato a veri momenti di tensione ieri mattina ai cancelli della scuola. Solo l’intervento degli agenti ha permesso di mitigare gli animi: ascoltando prima le rassicurazioni arrivate dalle due famiglie e accertando poi l’assoluta mancanza di pericolo nelle stanze dell’ex sede della Municipale.

Le famiglie hanno anche invitato alcuni genitori a salire, così che potessero vedere con i loro occhi che l’occupazione non nasconde nessun rischio per i bambini. E in effetti, quei genitori saliti al primo piano della struttura ne sono scesi abbastanza confortati e a quel punto i piccoli sono entrati nella materna.

Ma la tensione che ieri ha consumato l’intera giornata attorno alla scuola Fratelli Cervi ha continuato a crescere.

Nel finire della mattinata, i poliziotti hanno strappato delle rassicurazioni dagli uomini che hanno guidato l’occupazione: quella di non far nulla che possa comportare delle conseguenze sulle persone e sulle strutture ma anche la promessa di ridurre al minimo (ossia a zero) l’impatto visivo della loro azione. In altre parole: niente via vai né visite.

Al Comitato dei Genitori però non basta. «Non è garantita la sicurezza dei bambini» ribadiscono i componenti, senza contare che sono loro ad avere le chiavi in mano di quelle stanze occupate, dato che dovranno essere destinate alla scuola e ai bambini, già stretti nelle aule oggi a disposizione. Da qui la decisione di lasciare i bambini a casa questa mattina e di presentare un esposto in Procura.

Quasi nello stesso momento è arrivata anche un’altra decisione, condivisa dal Comune e dalla direzione scolastica: quella di far sgomberare gli occupanti.

Resta da capire quando e come, ma la speranza è quella di arrivare ad uno sgombero soft, in cui saranno le famiglie stesse ad andarsene senza il bisogno di interventi da parte delle autorità. In quest’ottica, gli occupanti hanno qualche giorno di tempo per raccogliere l’invito.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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