Il Tirreno

Livorno

Dopo la guerra dei ro-ro ora è scoppiata la pace

di Mauro Zucchelli
Dopo la guerra dei ro-ro ora è scoppiata la pace

Ecco il contratto di rete. Ltl, Ltme e Sintermar: «Disponibili a collaborare» Gallanti soddisfatto: Gallanti: andiamo verso la realizzazione del Polo Unico

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Nel giorno in cui la città va al santuario a portare il cero in ricordo di quando si fermò il maremoto del 1742, la Madonna di Montenero fa un altro miracolo: blocca in porto la "guerra dei ro-ro" - cioè dei traghetti merci che sbarcano e imbarcano camion e rimorchi - che minacciava di incendiare le banchine con l'ennesima faida fratricida in cui a guadagnare non è mai la città.

Può spiegarsi solo così quel che è accaduto ieri mattina a Palazzo Rosciano, ammesso di non voler credere alle capacità taumaturgiche dell'avvocato Giuliano Gallanti. Fuor di battuta, era stato il commissario dell'Authority a chiamare attorno a un tavolo le parti in causa - la Sintermar, la Ltm e il Lucarelli Terminal - per invitare le imprese a ribaltare del tutto la strategia e passare dallo scontro aperto a una forma di collaborazione concreta e operativa. Il miracolo sta proprio in questo: non solo i duellanti hanno accettato l'invito ma hanno anche valutato positivamente l'ipotesi.

Al tavolo del commissario Giuliano Gallanti e del segretario generale Massimo Provinciali, erano presenti: Corrado Neri per Sintermar, Cristiano Lucarelli e Roberto Piccini per il Lucarelli Terminal, Fabio Selmi e Francesco Conti per Ltm.

"Lo strumento c'è già", tengono a sottolineare dal quartier generale dell'Authority fissando esplicitamente lo sguardi sulla legge n.33 del 2009 ("e c'è anche il benestare del ministero delle infrastrutture al quale avevamo chiesto il via libera per poterlo applicare alle realtà del mondo portuale").

Basta guardare il Prg del porto e balza agli occhi l'idea di un "polo unico dei rotabili": ma Gallanti è sufficientemente realista per non farsi troppe illusioni sul fatto che sia realizzabile rapidamente una ipotesi che veda i differenti operatori attuali confluire in un'unica azienda o un solo consorzio. Anziché arrendersi all'inevitabile guerra tariffaria a suon di sgambetti e dispetti, ha messo sul tavolo l'idea del contratto di "rete d'impresa": ciascuno dei soggetti mantiene una propria autonomia ma tramite contratto stabilisce forme di collaborazione con altri. Da Palazzo Rosciano, sede dell'istituzione portuale, si scandisce che è "un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo" e punta a mettere nero su bianco un modello di collaborazione tra imprese che "permette ai soggetti coinvolti di realizzare progetti ed obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e la competitività sul mercato". Tradotto: si possono "condividere servizi e addirittura infrastrutture, avendo, in linea teorica e secondo modalità tutte da definire, ciascuno la possibilità di "operare" nelle aree in concessione all'altro quelle navi che, per motivi vari (mancanza di spazi, sovrapposizione di due o più servizi lungo una stessa rotta, eccetera), non potessero essere lavorate nelle propria concessione".

Del resto, l'esempio c'è già: non è forse vero che la Porto 2000, ovviamente pagando una sorta di canone, opera con proprio personale anche su banchine altrui?

Dopo il consenso di massima a questo scenario che potrebbe inaspettatamente innovare il fronte del principale traffico del porto di Livorno (e che vede Livorno al primo posto in Italia), c'è da mettersi al lavoro sui contenuti: ci penserà un team composto dai tecnici delle tre imprese e dai funzionari dell'Authority.

Nel frattempo, nelle dichiarazioni consegnate alla nota ufficiale a fine incontro, Corrado Neri (Sintermar) ha sottolineato di "condividere l'impostazione politica che ha portato l'Autorità Portuale a formulare la proposta: ci rendiamo partecipi di questo percorso per approfondire insieme tutti gli aspetti tecnici e operativi del contratto di rete".

Anche Fabio Selmi (Ltm) ha detto di sposare l'idea di Gallanti riservandosi di sottoporla al cda dell'impresa: "La parte operativa e tecnica va organizzata in maniera approfondita. Questo è il primo tavolo, dovranno chiaramente seguirne altri". Niente preclusioni neanche nelle dichiarazioni di Roberto Piccini (Lucarelli Terminal): "Vogliamo dare un contributo di sviluppo al porto, ma alcune questioni giuridiche vanno affrontate sin da ora e vanno disciplinate le modalità di interscambio di lavoro tra un operatore e l'altro".

Il commissario Giuliano Gallanti non fa mistero di voler puntare al "polo unico dei rotabili": "Siamo soltanto all'inizio di un percorso che necessiterà di più fasi di lavoro e di altri incontri per definirsi in ogni suo aspetto, ma siamo contenti di avere le imprese dalla nostra parte. Avere un gruppo coordinato nell'ambito dei ro-ro rafforza il porto e lo rende più competitivo". E' il numero due Massimo Provinciali a rivendicare all'Authority il ruolo di "battistrada a livello nazionale nell'introduzione di molti cambiamenti": il riferimento è, da un lato, all'ingresso dell'Authority fra i soci dell'Alp, l'unico soggetto articolo 17 del porto e, dall'altro, alle soluzioni innovative introdotte nella stesura del Prg del porto (al punto che "il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è stato spinto ad aggiornare le linee guida per la redazione dei Prg portuali risalenti al 2004"). E "oggi - aggiunge - possiamo essere il primo porto in Italia ad applicare lo strumento del contratto di rete".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa