Finanza
Caos Caprilli, luce e acqua a rischio
Niente accordo col Comune, Livorno Galoppo va via: sos cavalli e operatori
LIVORNO. «Con la scadenza di gennaio, senza proposte valide e alternative da parte della proprietà, la Livorno Galoppo deve disdire inderogabilmente le utenze di acqua e luce: 30 operatori rischiano di rimanere senza lavoro, 50 cavalli potrebbero rimanere senza luce e acqua: l’ippodromo, restando al buio, potrebbe non essere più usufruibile». L'allarme viene lanciato da Paolo De Santi, direttore della Livorno Galoppo, la società che ha gestito il calendario delle corse al Caprilli lo scorso anno, e che, nonostante la scadenza della convenzione con la proprietà (ovvero il Comune) al 31 dicembre, aveva deciso di prolungare in extremis la gestione dell’impianto anche per gennaio. Pagando le utenze e quindi garantendo la sopravvivenza di 50 cavalli e la continuità lavorativa di 30 persone, 10 allenatori più le persone che lavorano con loro, come fantini e artieri.
«Il Comune – sottolinea De Santi – nonostante l'intenzione di trovare una soluzione a breve, non è riuscito a risolvere il problema: propone una proroga per un anno, alternativa che, per la Livorno Galoppo, è inaccettabile perché, data la scarsa redditività, sarebbe economicamente insostenibile. Se ci fosse una proroga di almeno cinque anni se ne potrebbe parlare».
De Santi aggiunge: «O il Comune esce allo scoperto e dice ciò che vuole fare o dal primo febbraio si apre, per gli operatori, un gravoso problema di sopravvivenza. Per non parlare dei cavalli: la loro uscita dalla struttura dovrebbe essere infatti gestita dal Comune o dalla prefettura, con il compito di trovare una collocazione alternativa».
«Uno scenario complicato per gli operatori», lancia l’sos il direttore della Livorno Galoppo: «Gli operatori si troverebbero a gestire costi di affitti per il mantenimento dei cavalli in altre strutture, con conseguenti disagi logistici».
Le preoccupazioni arrivano anche dai lavoratori del Caprilli. «Se non viene trovata una soluzione per la gestione – interviene Davide Vespasiani, ex dipendente Livorno Galoppo – l'impianto, oltre a diventare meta di occupazioni abusive, potrebbe diventare luogo di spaccio, ma anche essere preso di mira per furti, come è accaduto più volte in passato».
«Il Comune deve intervenire il prima possibile – gli fa eco Fabrizio Ferramosca, storico allenatore – in primo luogo per salvaguardare una struttura come il Caprilli che gode di prestigio in tutta Italia, un polmone verde per la città: abbandonarlo significherebbe lasciare che diventi una giungla».
«Ci sono troppe persone – sottolinea – legate a questa struttura, intere famiglie resterebbero per strada, mentre per i cavalli si aprirebbe un problema di collocazione».
«Il problema della gestione deve essere risolto, con Alfea o con Livorno Galoppo», conclude quindi Ferramosca: «Ci auguriamo che l'ippodromo rimanga in mano alla Livorno Galoppo, che a nostro avviso fino a oggi ha fatto un lavoro eccellente».
Rosanna Harper
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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