Gioco
Un operatore a padiglione pulizie a rischio in ospedale
LIVORNO. In cinquanta tra lavoratrici e lavoratori si sono dati appuntamento ieri mattina all'ingresso dell'ospedale per protestare contro i tagli alle pulizie del presidio di viale Alfieri. A...
LIVORNO. In cinquanta tra lavoratrici e lavoratori si sono dati appuntamento ieri mattina all'ingresso dell'ospedale per protestare contro i tagli alle pulizie del presidio di viale Alfieri. A portare i dipendenti della Dussmann (la società a cui dal 2010 è stato affidato l'appalto per le pulizie) sul piede di guerra, è stato il taglio delle ore di lavoro. Un quarto d'ora in meno a turno per i 138 lavoratori part-time che si dividono gli oltre 100mila metri quadri di superficie ospedaliera (36 reparti in tutto).
«Il taglio non avrà, almeno per ora, conseguenze sullo stipendio, non ci verrà cioè decurtato lo stipendio, che tuttavia negli ultimi anni ha già subito tagli pesantissimi», spiega Deborah Franco, Rsa Fisascat Cisl.
Ma la ricaduta sarà sulla qualità del servizio. «La Dussmann ci ha fornito dei “pannetti” che eviterebbero di spazzare, prima di lavare i pavimenti, eliminando un passaggio. Ecco perché, secondo loro, avremmo bisogno di 15 minuti in meno. La verità è che questi pannetti spesso non si attaccano ai supporti e sprechiamo un sacco di tempo in più. Inoltre, proprio per rispettare il contratto nazionale ed evitare tagli agli stipendi, la Dussmann dovrebbe farci recuperare questi 15 minuti in qualche modo».
Ma il timore è che ci sia l’obiettivo di incidere su ferie e permessi da cui scalare le ore in meno. «Il nostro è un lavoro importante, siamo sempre a contatto con le persone più fragili, con i malati - spiegano - finiranno per rimetterci proprio loro e, di conseguenza, tutti i cittadini livornesi».
La realtà quotidiana all'interno dell'ospedale che emerge dai loro racconti è preoccupante: a parte cinque zone escluse dal taglio dei 15 minuti perché più delicate (blocco operatorio, blocco parto, rianimazione, pronto soccorso e Utic), ci sarebbero interi reparti in mano a un solo lavoratore, a cui spetterebbe il compito di pulirli da cima a fondo con un quarto d'ora in meno di tempo a disposizione. Come il reparto di malattie infettive, 4 ore e mezza (prima sarebbero state 5) perché una sola lavoratrice lo pulisca tutto, incluso il tempo per vestirsi e spogliarsi degli appositi vestiti non contaminati. «E se nel frattempo un locale si sporca di nuovo, resta sporco fino al turno successivo», precisano i lavoratori.
Una persona sola anche per pulire il 5° padiglione, dove ha sede il reparto di Medicina Generale: 60 pazienti allettati e 3 ore e mezza di tempo a disposizione.
Una corsa contro il tempo nata da esigenze di riorganizzazione interne alla Dussmann, a cui Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil si oppongono con la proclamazione dello stato di agitazione: «Non si può permettere che si continui a tagliare sulle pulizie - dice Monica Cavallini della Filcams Cgil di Livorno - sopratutto a fronte dell'incremento delle dimissioni: come è possibile che con un aumento delle persone che escono, e quindi degli interventi di sanificazione che devono essere fatti, ci sia una riduzione delle pulizie?».
«E' un grave atto di irresponsabilità verso tutta la collettività», aggiunge Sabina Bardi di Uiltucs Toscana Costa.
Come se non bastasse, i lavoratori avevano già avuto una decurtazione ore del 16% nel 2013, a cui, nel novembre scorso, ne è seguita un'altra del 5%, come spiega il segretario generale di Fisascat Cisl Carlo Biondi: «Il primo taglio è nato in seguito alla spending review dell'Asl 6, ed ha avuto conseguenze sul piano contrattuale mentre il secondo, quello del 5%, è nato in ottemperanza alle richieste della Corte dei Conti: fino ad ora eravamo riusciti a tamponarlo attraverso ferie e permessi pregressi, ma che succederà quando non sarà più possibile? Perché i tagli li fanno sulle pulizie e non sui manager?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
