Gioco
Commessa trova 750 euro e rintraccia la proprietaria
Una donna polacca ha dimenticato il portafoglio al negozio Tigotà di via Marradi: i dipendenti l’hanno subito consegnato ai carabinieri. «Mai pensato di tenere i soldi»
LIVORNO. Lo ha notato Sara, mentre scorreva i codici a barre sul lettore elettronico. «Barbara, guarda qua» dice alla collega all’altra cassa, indicando un portafoglio marrone vicino al registratore. Il primo pensiero che è passato dalla testa della commessa quindi è stato «chi lo ha dimenticato, tornerà a prenderlo». Così lo ha tolto dalla bella vista dei clienti e lo ha riposto nel cassetto sotto al bancone. Passano i minuti, ma nessuno torna a reclamare. «Guardiamo se c’è un documento dentro» propone Gianluca, referente del punto Tigotà in via Marradi. I dipendenti allora guardano dentro le tasche del borsello e notano subito due cose: la prima è la mazzetta di banconote di varie colori, che sommate tutte assieme fanno la bellezza di 750 euro; la seconda è un codice fiscale, unica traccia per risalire al legittimo proprietario. Sara, Barbara e Gianluca non ci pensano su neanche un momento: chiamano i carabinieri per denunciare il ritrovamento, comprese le banconote.
I militari prenderanno in custodia il portafogli, ma la proprietaria, una 58enne d’origine polacca, tornerà in negozio qualche ora dopo, agitata e impaurita. «A quel punto le abbiamo spiegato che il suo borsello era dai carabinieri e lei ci ha ringraziato velocemente - racconta Barbara - Non penso che sia stata sbrigativa per maleducazione, piuttosto perché in quel momento era davvero sconvolta».
Gianluca sorride ascoltando la collega che sorride a sua volta. «Ci credo fosse agitata: 750 euro sono quasi uno stipendio» dice. La domanda viene quindi spontanea: non c’è stata neanche un po’ di tentazione. «Assolutamente - risponde il referente Tigotà - Quando compro il gelato a mia figlia, voglio farlo con soldi miei». Barbara invece è ancora più diretta: «nessuna tentazione, penso che debba essere un gesto spontaneo».
Invece non è così, almeno non sempre. È stata propria questa paura ad agitare la signora polacca quando si è resa conto di aver perso il portafoglio con quella fortuna all’interno, spingendola a ripercorrere a ritroso tutte le tappe fatte sabato mattina in centro, dove si era recata per fare compere e servizi.
Esce di casa di buon’ora, la signora polacca, e tra i primi negozio in cui entra c’è appunto Tigotà, in via Marradi: una vendita di prodotti d’igiene, profumeria, saponi e simili. Gira tra i reparti, riempie il cesto in plastica e si presenta di fronte ad una delle due casse dietro cui sono impegnate le ragazze con la felpa turchese.
È Sara Perondi ad occuparsi di lei.
L’idea è che la signora abbia appoggiato il portafoglio vicino alla cassa mentre metteva tutti i prodotti acquistati nella busta di plastica e lì se lo sia dimenticato. Sara non si accorge del borsello sul momento, ma solo qualche minuto dopo, quando ormai la proprietaria se n’era già andata.
La ragazza allora coinvolge la collega all’altra cassa, Barbara Conti, ed entrambe decidono di mettere da parte il portafoglio, sperando che qualcuno torni a reclamarlo.
Invece non arriva nessuno. Il referente, Gianluca Lombardi, propone allora di guardare dentro le tasche ed ecco le 750 euro. «Quando ho visto tutti quei soldi ho spalancato gli occhi, immaginando la reazione del proprietario quando si sarebbe reso conto di averli persi» confida Barbara.
C’è anche un codice fiscale in una di quelle tasche e sarà proprio questa traccia a far risalire i carabinieri, allertati dai dipendenti del negozio, alla signora polacca, che intanto sta continuando a girare per il centro di Livorno.
Difficile sapere dopo quanto si sia accorto della perdita: c’è di certo che poco dopo l’ora di pranzo è tornata da Tigotà, sudata, col fiato corto e gli occhi disperati.
«Ha chiesto se avevamo trovato un portafoglio - racconta la ragazza - e quando abbiamo capito che si trattata davvero di lei le abbiamo spiegato che avevamo consegnato il borsello e i soldi che conteneva alla caserma dei carabinieri».
La signora ringrazia velocemente, ma ancora non riesce a tirare il tanto atteso sospiro di sollievo. «La posso capire» ammette Barbara. Arriverà soltanto di fronte al carabinieri che, chiesto un documento e attestata l’identità della donna, le restituisce portafoglio e banconote. «Sono contenta che siamo riuscita ad aiutarla - spiega Gianluca - Perdere tutti quei soldi può mettere davvero in difficoltà».
Alla fine resta una domanda: a parte quel ringraziamento veloce e impaurito, è tornata la signora? «No - risponde Barbara - Ma non importa. Se tornerà per ringraziarci, le diremo quello che si dice sempre in questi casi: prego». E di nuovo sorride e Gianluca con lei. «Non li avrei mai tenuti - continua lui - Sinceramente, avrei sentito un senso di colpa a prendere quei soldi. Ma è davvero così strano?».
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