Gioco
Striscione ai Quattro Mori contro l'abbattimento dei cinghiali
Livorno, dopo averlo esposto a Ponte Vecchio, a Firenze, la campagna Toscana Rosso sangue contro la legge regionale ha fatto tappa domenica 24 gennaio nella città labronica
LIVORNO. Continua la campagna Toscana Rosso Sangue contro la decisione di abbattete diversi capi di cinghiali per combatterne il sovraffollamento. Dopo il Ponte Vecchio a Firenze, lo striscione è comparso domenica sera a Livorno davanti al monumento ai Quattro Mori. Alcuni attivisti lo hanno esibito per contestare la legge Remaschi che intende sterminare 250.000 ungulati in tre anni, militarizzando il territorio toscano.
La campagna - sottoscritta da numerosi intellettuali, scrittori, naturalisti - propone un percorso diverso, che sia indipendente dalla logica venatoria. Diverse le richieste: censimento indipendente degli ungulati, verifica di un’eventuale sovrappopolazione, interventi diretti di protezione delle colture (barriere fisiche e olfattive e altre misure simili), con risarcimenti effettivi per i danni comunque riportati, interventi diretti per prevenire incidenti stradali (passaggi protetti, protezioni, avvisi specifici) e se necessario, utilizzo di anticoncezionali per limitare i tassi di riproduzione.
«L’uccisione di massa degli animali è una pratica odiosa e violente – dicono gli animalisti - e anche sostanzialmente inutile: non produce risultati stabili, perché gli animali reagiscono aumentando i tassi di riproduzione e perché il numero di animali presenti in un territorio è legato alla disponibilità di cibo, acqua e rifugi. Un’altra soluzione è possibile, senza militarizzare il territorio, senza rendere sgradevole la campagna toscana, senza aumentare i pericoli per le persone connessi alla caccia. Si tratta di compiere una scelta politica diversa».
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