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Il cda di Aamps delibera le 33 assunzioni, restano fuori in 6
Livorno, finisce l’odissea dei precari, mentre dai revisori arriva un altro stop. Il collegio ha ribadito il parere contrario all’operazione e ricordato i dubbi legali sulla lista da assumere. La Cgil: è la nostra vittoria, ma il Comune ci dica cosa vuol fare dei lavoratori esclusi
LIVORNO. La stabilizzazione di 33 dei 39 precari di Aamps è stata deliberata ieri pomeriggio dal nuovo cda di via dell’Artigianato durante la sua prima riunione.
Il consiglio d’amministrazione presieduto da Federico Castelnuovo ha dato mandato all’ufficio personale di provvedere alla trasformazione entro giovedì 28 gennaio dei 33 contratti in tempi indeterminati. Ma probabilmente già domani il neopresidente potrebbe firmare le assunzioni.
Restano fuori in sei. Per loro le prospettive potrebbero essere quelle di una proroga per tre mesi.
Un sogno nato 4 mesi fa. Per 33 famiglie finisce col lieto fine un’odissea iniziata a settembre 2015, quando l’allora presidente Aldo Iacomelli propose al Comune la stabilizzazione di 39 precari con l’obiettivo di sfruttare gli incentivi del Jobs Act che avrebbero consentito all’azienda un risparmio di 1.3 milioni di euro in tre anni (se le assunzioni fossero arrivate entro il 31 dicembre 2015).
Sulla stessa linea di Iacomelli, il sindaco Nogarin ha più volte garantito che le assunzioni sarebbero state fatte, mentre una serie di perplessità furono più volte sollevati dall’assessore al bilancio Lemmetti.
Il conflitto assunzioni-concordato. Il primo dicembre però il percorso si interruppe bruscamente dopo l’annuncio di palazzo civico dell’intenzione di portare Aamps al concordato.
Da quel giorno grossi punti interrogativi sorsero sulla compatibilità tra la scelta del concordato e le stabilizzazioni, messi nero su bianco dalla diffida del collegio sindacale di Aamps nei confronti del cda (“il provvedimento è una contraddizione in termini con quello che sta succedendo in Aamps”, disse Carpano) e in qualche modo confermati dal fatto che nessun parere tecnico di fattibilità è mai arrivato dagli uffici comunali. Tanto che la giunta non ha votato alcuna delibera per dire ad Aamps di fare le assunzioni, ma si è limitata ad un atto di indirizzo per stabilizzare 33 lavoratori.
I dubbi sulla lista da assumere. Nel frattempo - era il 31 dicembre - altri due pareri contrari alle assunzioni arrivarono per mano di due giuslavoristi a cui Aamps aveva chiesto una consulenza in merito. Entrambi confermarono l’incompatibilità tra concordato e assunzioni a tempo indeterminato, ma sollevarono anche un’altra problematica: il dubbio che in caso di stabilizzazione fossero proprio quei 33 lavoratori ad avere il diritto di essere assunti e non altri, per la non provenienza di alcuni di loro da una selezione pubblica.
La decisione del nuovo cda. Ieri il collegio sindacale, rappresentato da Alessandro Carrara, ha confermato al nuovo cda la propria contrarietà, evidenziando anche i due pareri legali, che sulle eventuali assunzioni suggerivano di fare approfondimenti prima di firmare i contratti. Ma il consiglio di amministrazione ha mantenuto l’impegno preso il giorno dell’insediamento e ha dato mandato agli uffici di assumere.
La Cgil: «La nostra vittoria». Alza le braccia al cielo il sindacato, che in questi mesi ha combattuto strenuamente per ottenere le assunzioni. «Siamo contenti per i 33 - commenta Giovanni Golino, segretario della funzione pubblica della Cgil -, riteniamo tuttavia sbagliato lasciare fuori 6 lavoratori. Tra di loro ci sono figure con ruoli amministrativi necessari, poi c’è la geologa che gestisce il post mortem della discarica, lavoro che va affidato a un dipendente o ad un professionista (e il dipendente costa sicuramente meno), e poi ci sono due lavoratori dell'inceneritore fondamentali perché l’impianto funzioni. Per loro si parla di una proroga breve: hanno già deciso che non interessano?».
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