Gioco
Positivo all’alcoltest, espulso dall’Accademia navale: il Tar lo reintegra
Livorno, il cadetto era stato cacciato nell’aprile 2015 dopo un incidente stradale. I giudici: sanzione esagerata, l’abuso non è provato
LIVORNO. Per un incidente stradale (senza feriti) nel quale è risultato positivo all’alcoltest gli è stata tolta la divisa e ha rischiato di giocarsi il proprio futuro professionale: espulso dall’Accademia Navale di Livorno che lo ha messo alla porta. A distanza di nove mesi dal provvedimento, siamo nell’aprile dello scorso anno, il tribunale amministrativo ha reintegrato l’ufficiale. «Decisione esagerata - spiegano i giudici - soprattutto perché non è stato provato che il cadetto sia dedito all’abuso di alcol».
L’odissea giudiziaria dell’allievo (il suo nome non compare nemmeno negli atti del processo ndr), iscritto al corso per entrare nello Stato Maggiore, inizia all’inizio del 2015 quando si trova protagonista di un incidente stradale nel centro di Livorno. Durante lo scontro nessuno si fa male, ma come prevede la procedura, nel momento in cui c’è l’intervento della polizia municipale, chi è alla guida viene sottoposto all’alcoltest.
Il cadetto soffia ed ecco che il suo tasso risulta superiore a quello consentito: 0,87 grammi per litro, rispetto allo 0,50 tollerato dalla legge. Scatta dunque la sanzione amministrativa che per conoscenza viene però girata anche al Ministero che a quel punto decide per l’espulsione del cadetto.
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Quest’ultimo, però, non si dà per vinto e contatta l’avvocato Francesco Leone che due mesi e mezzo dopo deposita alla cancelleria del Tribunale amministrativo del Lazio un ricorso co il quale si oppone all’espulsione dall’Accademia. La battaglia legale che nasce è fatta di memorie e contromemorie che arrivano subito a un risultato concreto: alla fine di aprile arriva la sospensiva da parte dei giudici, in attesa di entrare nel merito della questione.
In particolare l’avvocato dell’ufficiale spiega come l’amministrazione non abbia dimostrato un abuso di alcol del proprio cliente al di là del singolo episodio e che in ogni caso il provvedimento sia «sproporzionato rispetto alla gravità del fatto». Il 21 gennaio scorso il Tar ha depositato la sentenza con la quale dispone il reintegro immediato del giovane ufficiale.
«Il verificarsi occasionale del superamento dei limiti alcolici del codice della strada - si legge - , pur essendo suscettibile di costituire un fatto sanzionabile disciplinarmente non può ritenersi condizione sufficiente, in assenza di un comprovato abuso di sostanze alcoliche, per la più grave sanzione dell’espulsione. Tale accertamento diagnostico - concludono - nel procedimento che ha dato luogo all’espulsione è mancato e pertanto l’atto impugnato si presenta carente sul piano dell’istruttoria e della motivazione».
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