Gioco
I fornitori: «Il 50% del nostro credito nato sotto Nogarin»
La rabbia del titolare di Officine Macchi all’incontro organizzato dal Pd L’ex assessore Nebbiai: «Noi pagavamo la moratoria a 60 giorni»
LIVORNO. «Stanno facendo fallire Aamps». Il primo a parlare è Stefano, iscritto al Pd, e uno dei diversi lavoratori dell'azienda di raccolta rifiuti che venerdì pomeriggio sono intervenuti al circolo di via Garibaldi all'incontro con il sottosegretario all'Ambiente Silvia Velo. Legge una lettera, in cui si fa riferimento a una serie di promesse che il sindaco Nogarin avrebbe fatto a inizio estate ai lavoratori, dalla ricapitalizzazione al pagamento dell'indotto e alla stabilizzazione dei precari: «Tutte bugie - sostiene Stefano - che hanno ingannato i lavoratori. La strada del concordato è sbagliata perché l'azienda ha le potenzialità per entrare in Retiambiente: tutto il Pd deve scendere in campo e denunciare quello che si sta facendo sulla pelle di 500 lavoratori per i giochi politici a Roma».
Dalla platea si alza anche Valter Nebbiai, assessore al bilancio della giunta Cosimi, il quale, dopo aver ricostruito e ammesso i problemi di Aamps, aggiunge però che al cambio di guardia non hanno consegnato un'azienda allo sfascio, ma un'azienda che con il sistema Tares-Tari era messa sui binari giusti: «I debiti di Aamps venivano pagati. Ogni mese davamo all’azienda 2.8 milioni euro che permettevano di pagare il corrente, gli stipendi e le rate della moratoria Rosi. Che, ricordo, era inizialmente di 22 milioni e quando il nostro mandato è finito era scesa a 10 milioni. Con noi Aamps pagava a 60 giorni i creditori».
Parole che vengono confermate da Marco, delle officine Macchi, che mette in luce il dramma dei fornitori: «Ritardare semplicemente i pagamenti vuol dire far chiudere le piccole imprese. E' vero che con Rosi abbiamo fatto da banca, rimettendoci certo, ma lui aveva mantenuto gli impegni. E' con la nuova giunta che sono cominciati a saltare i pagamenti. Il 50 % del nostro credito è stato creato dalla giunta Nogarin».
Elio, che lavora in Aamps da 41 anni racconta di una situazione surreale: «E' la prima volta che mi trovo in queste condizioni, e ad oggi non sappiamo se possiamo svolgere il nostro servizio». Spunta tra gli interventi Marco Valiani, ex grillino, consigliere di Livorno Bene Comune: «Oggi è stato commissariato il Comune di Livorno da Casaleggio, che ha messo i suoi uomini dentro l'amministrazione, e nel programma del nuovo cda è valido solo il primo punto, quello sul concordato».
Dopo aver ascoltato e preso qualche appunto, è la volta della sottosegretaria Silvia Velo. Per lei si tratta di una vicenda dai risvolti drammatici non solo per la città, ma per l'intero sistema industriale della costa nord della Toscana: «Qui si sta mandando al fallimento l'azienda dei rifiuti - dice - si sta tenendo fuori Livorno, la seconda città della Toscana, dal progetto di riorganizzazione del servizio dei rifiuti: quando si faranno le gare la città che potrebbe essere capofila non c'è».
Poi sul piano politico: «Si sta usando Livorno, ormai commissariata da Grillo, come l'ultima frontiera che rimane ai 5stelle per provare a dimostrare, e non ce la faranno, che sono in grado di governare non dico il Paese, ma almeno un Comune». Unica soluzione, secondo Velo è cambiare pagina: «Si deve convincere o liberarci di questa amministrazione per mettere in atto un piano, che è lì pronto, di salvataggio dell'azienda. Che si buttino via 3 milioni di euro per il concordato, quando ne bastano sei per far ripartire l'azienda mi sembra follia assoluta».
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