Il Tirreno

Livorno

Task force per Aamps, ma c’è la mano di Grillo e Casaleggio

di Giulio Corsi
Task force per Aamps, ma c’è la mano di Grillo e Casaleggio

Livorno, nominato il nuovo cda: le stabilizzazioni entro il 31 gennaio e avanti col concordato

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LIVORNO. Alle 9.55 di venerdì 22 gennaio Aamps ha visto nascere la sua sesta governance dell’era grillina. Dopo le gestioni Carpano, Di Gennaro-Fommei, Di Gennaro da solo, Carpano con Marzovilla, Iacomelli-Di Gennaro-Zanghi e ancora Carpano, c’è un nuovo consiglio d’amministrazione.

A leggere i curriculum è un cda di alto lignaggio. E una impressione è chiara: che stavolta la selezione dei papabili non sia avvenuta in una stanza del Comune come è stato per gli assessori e neanche sia interamente passata dalle scelte del sindaco, ma che sia stata fatta sull’asse Genova-Milano, ad opera di Grillo e Casaleggio, nella consapevolezza (finalmente) che Livorno è vetrina nazionale dei Cinque Stelle e altri passi falsi non sono ammessi. La figura dell'avvocato Lanzalone - a cui è stata affidata la presidenza dell'assemblea di Aamps in rappresentanza del Comune col sindaco nelle vesti di spettatore - ne è un segnale chiaro. 

Il presidente è Federico Castelnuovo, 51 anni, milanese, laureato alla Bocconi, specialista in operazioni di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale, l’uomo che dovrà guarire i mali finanziari di Aamps, insieme al manager fiorentino Massimiliano Tolone. Con loro c’è Paola Petrone, milanese pure lei, attualmente senior advisor in Waste Italia, società operante nella gestione integrata dei rifiuti, e fino a due anni fa direttore generale di Amsa, l’azienda dei rifiuti del Comune di Milano. Il suo compito sarà soprattutto quello di scrivere il piano industriale di via dell’Artigianato, ispirato - come ha detto il sindaco Nogarin - alla politica dei rifiuti zero.

L’obiettivo di lungo termine, ribadito nell’atto di nomina firmato da Nogarin, è quello di arrivare allo spengimento dell’inceneritore. Ma se quella è la mèta finale, il sogno della politica Cinque Stelle (quanto realizzabile e come è tutto da capire), la prima tappa che attende i nuovi amministratori sarà quella più importante: il salvataggio di Aamps.

«L’obiettivo è la continuità aziendale - sono state le prime parole del nuovo presidente -, quando ci sarà meno tensione sulla parte finanziaria, allora potremo iniziare a lavorare sugli obiettivi ambientali».

Sui modi in cui la salvezza dovrà essere raggiunta, la strada indicata da Nogarin e Lemmetti viene confermata in pieno: il concordato. «Non abbiamo ancora preso possesso delle carte - sottolinea Castelnuovo -. Non ho gli elementi per dire come sarà fatta la proposta concordataria, ma seguendo l'atto di indirizzo del socio cercheremo la soluzione più adeguata».

A chi gli chiede perché la strada della ristrutturazione del debito è stata scartata, il neo-presidente risponde così: «Nelle domande prenotative è prevista una riserva. Rispetto al concordato, però sappiate che la ristrutturazione del debito è più una differenza semantica che sostanziale. Di fatto però l’atto di indirizzo della giunta ci dice di prendere seriamente sul serio la strada del concordato». Grandi margini sulle opzioni alternative non se ne vedono, insomma. E d’altra parte Castelnuovo è stato scelto proprio per le numerose esperienze di concordati messi nelle sue mani e «finiti mediamente bene», dice lui.

«Qualcuno pensa che si debbano chiudere i pronto soccorso perché talvolta non vengono salvate delle vite?», aggiunge un po’ stizzito a chi gli fa notare che quel “mediamente” non è proprio rassicurante.

«Il rischio zero in queste procedure - aggiunge - non esiste. L’ipotesi di non ammissibilità del concordato o non votazione favorevole dei creditori esiste, ma a quel punto le prospettive sono diverse, non c’è solo il fallimento». Prima del concordato ci sarà però un’altra partita da risolvere, quella dei precari, decisiva per sancire la revoca del precedente cda. «Faremo le 33 assunzioni prima della scadenza dei contratti (dunque entro fine mese, ndr)», assicura Castelnuovo. Ma lei sa, gli chiedono i cronisti, che c’è un parere nettamente contrario del collegio sindacale su queste assunzioni, ritenute incompatibili con la procedura di concordato? «L’ho letto sul giornale - ha risposto il presidente -, vedremo le carte. Ma ribadisco che vogliamo fare le stabilizzazioni entro la scadenza dei contratti».

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