Gioco
L’avvocato di Nogarin smentisce l’assessore: «Ho scritto io la revoca di Iacomelli»
Livorno, dietro le ultime mosse su Aamps la regia di Lanzalone, legale genovese che ha presieduto anche l’assemblea al posto del sindaco e scritto l’atto contro il vecchio cda.
LIVORNO. L’avvocato Luca Lanzalone assiste in silenzio, col suo gessato blu, seduto in prima fila nella sala cerimonie del municipio, mentre il sindaco Nogarin presenta la nuova governance di Aamps.
E’ lui, genovese, classe 1969, titolare di uno studio con sedi a Miami, Genova e Milano, il regista della rivoluzione che ha cambiato il destino di via dell’Artigianato negli ultimi due mesi. Dal momento in cui c’è stata l’imprevista virata dalla ricapitalizzazione al concordato, fino alla revoca del cda-Iacomelli e alla nomina del nuovo consiglio d’amministrazione.
La scorsa settimana Il Tirreno aveva svelato che proprio dallo studio Lanzalone era stato prodotto l’atto per licenziare Iacomelli e ieri mattina l’avvocato genovese l’ha confermato: «Sì, l’atto di revoca del passato cda l’ho scritto io - ha raccontato ai cronisti - e non ho dubbi sulla sua legittimità. E’ una revoca basata su quanto dice lo statuto di Aamps. La delibera comunale sulle revoche nelle partecipate? La questione amministrativa è diversa, ma basta lo statuto. Fossi in Iacomelli non farei ricorso: guardatevi il bilancio 2014, non è permesso ricapitalizzare un’azienda pubblica senza piano di risanamento».
Al di là dei contenuti dell’atto, le dichiarazioni di Lanzalone hanno aperto un caso. Non solo perché la giunta ha scavalcato l’avvocatura civica e gli altri uffici comunali andando a chiedere una consulenza esterna («ad oggi non c’è un compenso», sottolinea Lanzalone), ma soprattutto perché le parole dell’avvocato genovese smentiscono quanto affermato in commissione bilancio dal segretario generale del Comune Pino Ascione e dall’assessore Gianni Lemmetti. Ascione aveva infatti affermato che l’atto di revoca era stato scritto dalla segreteria generale insieme alla dirigenza del settore due e all’ufficio partecipate, mentre Lemmetti aveva dichiarato che nessun consulente esterno aveva lavorato all’atto. Ieri si è scoperto un’altra verità.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12782379:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2016/01/15/news/il-licenziamento-del-cda-di-aamps-non-e-stato-vistato-da-alcun-ufficio-1.12782379]]
Ma ieri un altro caso si è aperto sulla figura di Lanzalone: l’avvocato infatti ha presieduto l’assemblea dei soci di Aamps in rappresentanza del Comune, al posto del sindaco che l’ha delegato. «Oggi sono uno spettatore», ha detto Nogarin quando è iniziata l’assemblea di Aamps, a cui ha assistito insieme a Lemmetti. «E’ una possibilità prevista dal codice, non c’è niente di straordinario», ha spiegato Lanzalone. Ma la scelta ha fatto gridare all’opposizione tutta che «la giunta è stata di fatto commissariata da Genova e affidata, insieme ad Aamps, nelle mani di un avvocato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
